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Forame Ovale Pervio - PFO

Patologia

Disclaimer Medico: Le informazioni fornite in questa sezione hanno scopo puramente informativo.

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Cos'è:

Il forame ovale pervio è un "tunnel" residuo tra l'atrio destro e l'atrio sinistro del cuore. Durante la vita fetale è essenziale per la circolazione, ma se non si sigilla dopo la nascita può permettere il passaggio di piccoli coaguli di sangue direttamente al cervello, saltando il filtro dei polmoni.

  • Il PFO non è un buco (come il difetto interatriale), ma una sorta di valvola a lembo. Clinicamente, il problema insorge quando la pressione nell'atrio destro aumenta (ad esempio tossendo o facendo uno sforzo), permettendo il passaggio di sangue (shunt) da destra a sinistra. Se in quel sangue è presente un piccolo coagulo (embolo), questo può arrivare alle arterie cerebrali. La diagnosi d'elezione è l'ecocardiogramma transesofageo o il doppler transcranico con microbolle (un esame dove si inietta una soluzione salina per vedere se le bolle "saltano" da una parte all'altra del cuore).

  • Nella maggior parte dei casi, il PFO è completamente asintomatico e viene scoperto casualmente. Tuttavia, in rari casi, può essere associato a:

    • Emicrania con aura: Mal di testa ricorrenti preceduti da disturbi visivi.

    • TIA (Attacco Ischemico Transitorio): Segni temporanei di ictus che scompaiono entro 24 ore.

    • Ictus ischemico "criptogenico": Un ictus di cui non si trova altra causa evidente, specialmente nei giovani.

    • Cianosi o fiato corto: Molto raramente, e solo sotto sforzo fisico intenso.

  • Non ci sono cause esterne o stili di vita che determinano il PFO: è una condizione congenita. Semplicemente, nel processo di sviluppo post-natale, le due membrane che dovrebbero saldarsi (septum primum e septum secundum) restano solo accostate.

  • Non essendo una malattia legata allo stile di vita, non si può prevenire la formazione del PFO. Tuttavia, per chi sa di averlo, la prevenzione si sposta sulla riduzione del rischio di coaguli:

    • Evitare la disidratazione e l'immobilità prolungata (rischio di trombosi venosa).

    • Utilizzo di calze a compressione durante voli lunghi.

    • Terapia Farmacologica: Antiaggreganti (aspirina) o anticoagulanti per fluidificare il sangue.

    • Chiusura Percutanea: Un intervento mininvasivo in cui, tramite un catetere inserito dalla vena femorale, si posiziona un piccolo dispositivo (una sorta di "ombrellino" o doppio disco) per sigillare il tunnel.

    • Emotivo: Ansia da "bomba a orologeria" (paura costante di un ictus) prima della diagnosi o della chiusura.

    • Sociale: Limitazioni temporanee in alcune attività subacquee (la subacquea è spesso sconsigliata a chi ha un PFO non chiuso per rischio di embolia gassosa).

    • Pratico ed Economico: Necessità di esami diagnostici costosi che possono richiedere lunghi spostamenti se non disponibili localmente.

    • Cardiologo Interventista: Esegue l'intervento di chiusura se necessario.

    • Neurologo: Figura fondamentale se il PFO viene scoperto dopo un evento ischemico o per emicranie resistenti.

    • Infermiere di Cardiologia: Gestisce il monitoraggio post-operatorio e l'educazione alla terapia farmacologica.

    • Psicologo: Importante per i pazienti giovani che scoprono un difetto cardiaco dopo un evento neurologico traumatico, aiutandoli a gestire la paura di recidive.

    • Assistente Sociale: Supporta i pazienti nel percorso di convalescenza e nel riconoscimento di eventuali tutele lavorative temporanee post-intervento.

    • Nord: Ospedale San Raffaele (Milano) e Centro Cardiologico Monzino (Milano).

    • Centro: Policlinico Universitario A. Gemelli (Roma) e Ospedale del Cuore "Pasquinucci" (Massa).

    • Sud: Ospedale Monaldi (Napoli) e ISMETT (Palermo).

    • Logistica: La procedura di chiusura è ormai standardizzata, ma i centri che eseguono il Doppler Transcranico o l'Ecocardiogramma Transesofageo con alti volumi di pazienti non sono presenti in ogni provincia. I residenti del Sud o delle isole devono spesso affrontare costi di trasferta verso i grandi hub cardio-neurologici.

    • A.L.I.Ce. Italia (Associazione per la Lotta all’Ictus Cerebrale): Molto attiva nel supporto ai pazienti che hanno avuto eventi neurologici correlati al PFO.

    • Fondazione Cuore e Circolazione: Offre materiali informativi validati sulla salute cardiaca e le anomalie congenite.

    • Conacuore (Coordinamento Nazionale Associazioni del Cuore): Rete di associazioni locali per il supporto dei cardiopatici.

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