Fascite Plantare
Patologia
Disclaimer Medico: Le informazioni fornite in questa sezione hanno scopo puramente informativo.
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Cos'è:
La fascite plantare è un disturbo da sovraccarico funzionale. La fascia plantare sostiene l'arco del piede; se sottoposta a tensioni eccessive e ripetute, si creano piccole lacerazioni che innescano un processo infiammatorio o degenerativo, rendendo doloroso ogni passo.
Sebbene il termine finisca in "-ite" (infiammazione), nei casi cronici si parla più correttamente di fasciosi, poiché il tessuto subisce una degenerazione cellulare dovuta alla scarsa vascolarizzazione. Talvolta è associata alla presenza di una spina calcaneare (un piccolo deposito di calcio sull'osso del tallone), che però non è la causa del dolore, ma un segno del fatto che la fascia è in tensione da molto tempo. La diagnosi è clinica, ma può essere confermata da un'ecografia muscolo-tendinea.
Dolore acuto al tallone: Spesso descritto come una "pugnalata" o un forte bruciore sotto il piede.
Dolore mattutino: Il fastidio è massimo ai primi passi appena scesi dal letto, per poi attenuarsi leggermente con il movimento.
Dolore dopo il riposo: Si ripresenta acutamente quando ci si alza dopo essere rimasti seduti a lungo.
Dolore post-esercizio: Il dolore peggiora tipicamente dopo l'attività fisica, non durante.
Rigidità: Difficoltà a flettere il piede verso l'alto (dorsiflessione).
Calzature inadeguate: Scarpe troppo piatte, con suole sottili o prive di sostegno per l'arco (es. infradito o ballerine).
Sovrappeso: L'aumento del peso corporeo grava direttamente sulla fascia plantare.
Attività fisica intensa: Corsa su superfici dure o sport che prevedono molti salti.
Anatomia del piede: Piedi piatti o archi molto alti (piedi cavi).
Lavori usuranti: Professioni che richiedono di stare in piedi per molte ore su superfici rigide.
Scegliere scarpe corrette: Calzature con un buon supporto plantare e un leggero rialzo posteriore (2-3 cm).
Mantenere il peso forma: Per ridurre lo stress meccanico sui piedi.
Stretching regolare: Allungare i muscoli del polpaccio e la fascia plantare quotidianamente.
Sostituire scarpe da corsa vecchie: Dopo 500-800 km perdono le proprietà ammortizzanti.
Riposo e Ghiaccio: Applicare ghiaccio sotto il tallone per 15 minuti più volte al giorno (utile l'uso di una bottiglietta d'acqua ghiacciata da far rotolare sotto il piede).
Fisioterapia: Esercizi di stretching specifici, onde d'urto (molto efficaci) e laserterapia.
Ortesi (Plantari): Uso di talloniere in silicone o plantari personalizzati realizzati da un podologo.
Farmaci: Antinfiammatori (FANS) per brevi periodi nella fase acuta.
Infiltrazioni: Solo in casi selezionati, con corticosteroidi o PRP (plasma ricco di piastrine).
Aspetti Emotivi: Frustrazione per l'impossibilità di camminare normalmente e timore che il dolore diventi cronico.
Aspetti Sociali: Rinuncia a passeggiate, sport di gruppo o viaggi che prevedono molto cammino.
Fattori Pratici: Necessità di cambiare l'intero set di calzature e di dedicare tempo quotidiano agli esercizi di riabilitazione.
Ortopedico/Fisiatra: Per la diagnosi e l'impostazione del piano terapeutico.
Fisioterapista: Per l'esecuzione di terapie fisiche e manovre di stretching.
Podologo: Per l'analisi del cammino e la realizzazione di plantari su misura.
Nutrizionista: Se è necessaria una riduzione del peso per alleviare il carico.
Nord: Istituto Ortopedico Galeazzi (Milano); Istituto Ortopedico Rizzoli (Bologna).
Centro: Centro di Chirurgia del Piede - Ospedale San Camillo (Roma).
Sud: Policlinico di Bari - Unità di Ortopedia.
A.N.I.P. (Associazione Nazionale Italiana Podologi): Offre informazioni sulla salute del piede e sulla prevenzione.
Cittadinanzattiva: Per orientarsi nell'accesso alle terapie fisiche (spesso soggette a lunghe liste d'attesa nel pubblico).
