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Fascite Plantare

Patologia

Disclaimer Medico: Le informazioni fornite in questa sezione hanno scopo puramente informativo.

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Cos'è:

La fascite plantare è un disturbo da sovraccarico funzionale. La fascia plantare sostiene l'arco del piede; se sottoposta a tensioni eccessive e ripetute, si creano piccole lacerazioni che innescano un processo infiammatorio o degenerativo, rendendo doloroso ogni passo.

  • Sebbene il termine finisca in "-ite" (infiammazione), nei casi cronici si parla più correttamente di fasciosi, poiché il tessuto subisce una degenerazione cellulare dovuta alla scarsa vascolarizzazione. Talvolta è associata alla presenza di una spina calcaneare (un piccolo deposito di calcio sull'osso del tallone), che però non è la causa del dolore, ma un segno del fatto che la fascia è in tensione da molto tempo. La diagnosi è clinica, ma può essere confermata da un'ecografia muscolo-tendinea.

    • Dolore acuto al tallone: Spesso descritto come una "pugnalata" o un forte bruciore sotto il piede.

    • Dolore mattutino: Il fastidio è massimo ai primi passi appena scesi dal letto, per poi attenuarsi leggermente con il movimento.

    • Dolore dopo il riposo: Si ripresenta acutamente quando ci si alza dopo essere rimasti seduti a lungo.

    • Dolore post-esercizio: Il dolore peggiora tipicamente dopo l'attività fisica, non durante.

    • Rigidità: Difficoltà a flettere il piede verso l'alto (dorsiflessione).

    • Calzature inadeguate: Scarpe troppo piatte, con suole sottili o prive di sostegno per l'arco (es. infradito o ballerine).

    • Sovrappeso: L'aumento del peso corporeo grava direttamente sulla fascia plantare.

    • Attività fisica intensa: Corsa su superfici dure o sport che prevedono molti salti.

    • Anatomia del piede: Piedi piatti o archi molto alti (piedi cavi).

    • Lavori usuranti: Professioni che richiedono di stare in piedi per molte ore su superfici rigide.

    • Scegliere scarpe corrette: Calzature con un buon supporto plantare e un leggero rialzo posteriore (2-3 cm).

    • Mantenere il peso forma: Per ridurre lo stress meccanico sui piedi.

    • Stretching regolare: Allungare i muscoli del polpaccio e la fascia plantare quotidianamente.

    • Sostituire scarpe da corsa vecchie: Dopo 500-800 km perdono le proprietà ammortizzanti.

    • Riposo e Ghiaccio: Applicare ghiaccio sotto il tallone per 15 minuti più volte al giorno (utile l'uso di una bottiglietta d'acqua ghiacciata da far rotolare sotto il piede).

    • Fisioterapia: Esercizi di stretching specifici, onde d'urto (molto efficaci) e laserterapia.

    • Ortesi (Plantari): Uso di talloniere in silicone o plantari personalizzati realizzati da un podologo.

    • Farmaci: Antinfiammatori (FANS) per brevi periodi nella fase acuta.

    • Infiltrazioni: Solo in casi selezionati, con corticosteroidi o PRP (plasma ricco di piastrine).

    • Aspetti Emotivi: Frustrazione per l'impossibilità di camminare normalmente e timore che il dolore diventi cronico.

    • Aspetti Sociali: Rinuncia a passeggiate, sport di gruppo o viaggi che prevedono molto cammino.

    • Fattori Pratici: Necessità di cambiare l'intero set di calzature e di dedicare tempo quotidiano agli esercizi di riabilitazione.

    • Ortopedico/Fisiatra: Per la diagnosi e l'impostazione del piano terapeutico.

    • Fisioterapista: Per l'esecuzione di terapie fisiche e manovre di stretching.

    • Podologo: Per l'analisi del cammino e la realizzazione di plantari su misura.

    • Nutrizionista: Se è necessaria una riduzione del peso per alleviare il carico.

    • Nord: Istituto Ortopedico Galeazzi (Milano); Istituto Ortopedico Rizzoli (Bologna).

    • Centro: Centro di Chirurgia del Piede - Ospedale San Camillo (Roma).

    • Sud: Policlinico di Bari - Unità di Ortopedia.

    • A.N.I.P. (Associazione Nazionale Italiana Podologi): Offre informazioni sulla salute del piede e sulla prevenzione.

    • Cittadinanzattiva: Per orientarsi nell'accesso alle terapie fisiche (spesso soggette a lunghe liste d'attesa nel pubblico).

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