Eccesso ponderale
Patologia
Disclaimer Medico: Le informazioni fornite in questa sezione hanno scopo puramente informativo.
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Cos'è:
L'eccesso ponderale è una condizione medica definita da un peso corporeo superiore a quello considerato salutare per una determinata altezza, dovuto a un eccesso di tessuto adiposo (grasso). Si distingue in sovrappeso (fase iniziale) e obesità (fase più avanzata e rischiosa).
Dal punto di vista clinico, l'eccesso ponderale non è solo "peso in più", ma un'infiammazione cronica di basso grado del corpo. Il tessuto grasso non è inerte, ma produce sostanze che alterano il metabolismo, la pressione arteriosa e la risposta all'insulina. Viene misurato principalmente tramite il BMI ($Peso / Altezza^{2}$), ma i medici valutano anche la circonferenza vita, poiché il grasso addominale (viscerale) è quello più pericoloso per il cuore e il fegato.
Sintomi
Aumento del BMI (Indice di Massa Corporea): Valore superiore a 25 (sovrappeso) o 30 (obesità).
Affanno (Dispnea): Difficoltà a respirare sotto sforzo o durante le normali attività quotidiane.
Dolori articolari: Specialmente a carico di ginocchia, anche e schiena a causa del carico meccanico.
Sudorazione eccessiva: Anche a riposo o con temperature moderate.
Stanchezza cronica: Sensazione di spossatezza e sonnolenza diurna.
Disturbi del sonno: Come le apnee notturne (brevi interruzioni del respiro mentre si dorme).
L'eccesso ponderale è quasi sempre multifattoriale:
Squilibrio Energetico: Assunzione di più calorie rispetto a quelle consumate.
Genetica: Influenza il modo in cui il corpo immagazzina grasso e il senso di sazietà.
Fattori Ormonali: Disfunzioni della tiroide o del cortisolo (raro, ma possibile).
Ambiente Obesogenico: Disponibilità di cibi ultra-processati a basso costo e stili di vita sedentari.
Fattori Psicologici: Utilizzo del cibo come meccanismo di compenso per stress, traumi o depressione (fame emotiva).
Educazione Alimentare: Imparare a riconoscere la densità calorica dei cibi sin dall'infanzia.
Attività Fisica: Mantenere uno stile di vita attivo (almeno 150 minuti di camminata veloce a settimana).
Igiene del Sonno: Dormire poco altera gli ormoni della fame (grelina e leptina).
Il percorso è personalizzato e progressivo:
Terapia Comportamentale: Modifica delle abitudini e approccio nutrizionale bilanciato.
Farmacoterapia: Nuovi farmaci (es. analoghi del GLP-1) che agiscono sul senso di sazietà, prescritti sotto stretto controllo medico.
Chirurgia Bariatrica: Interventi come il bypass gastrico, riservati ai casi di obesità grave o con complicazioni.
Aspetti Emotivi: Forte senso di colpa, vergogna e bassa autostima dovuti allo stigma sociale (giudizio altrui).
Sociale e Relazionale: Tendenza all'isolamento per evitare il confronto fisico o attività sociali che richiedono sforzo (es. gite, sport).
Fattori Economici: Costo elevato dei cibi freschi rispetto a quelli industriali; spese per cure mediche legate alle complicanze (diabete, ipertensione).
Medico di Medicina Generale: Il primo punto di contatto per lo screening.
Dietista o Nutrizionista: Per la gestione pratica del piano alimentare senza privazioni punitive.
Psicologo/Psicoterapeuta: Cruciale per trattare il rapporto emotivo con il cibo e superare lo stigma.
Fisioterapista/Laureato in Scienze Motorie: Per riprendere il movimento in sicurezza senza danneggiare le articolazioni.
Assistente Sociale: Utile nei casi di grave obesità per l'accesso a programmi di riabilitazione o sussidi per la mobilità.
Nord: Istituto Auxologico Italiano (Piancavallo/Milano) – Centro di riferimento europeo per la cura dell'obesità.
Centro: Policlinico Umberto I (Roma) – Centro di Eccellenza per la Chirurgia Bariatrica e i disturbi metabolici.
Sud: Azienda Ospedaliera Universitaria "San Giovanni di Dio e Ruggi d'Aragona" (Salerno) – Polo d'eccellenza per il trattamento multidisciplinare dell'obesità.
Amici Obesi ODV: Associazione molto attiva che combatte lo stigma e fornisce informazioni corrette sui percorsi di cura.
