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Disprassia

Patologia

Disclaimer Medico: Le informazioni fornite in questa sezione hanno scopo puramente informativo.

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Cos'è:

La disprassia, o disturbo dello sviluppo della coordinazione (DDC), è una condizione neurologica che colpisce la capacità di pianificare, eseguire e coordinare i movimenti volontari. Non è dovuta a deficit intellettivi, muscolari o sensoriali, ma a una difficoltà nel "programmare" le azioni motorie. Può interessare sia le abilità motorie fini che quelle grossolane e, in alcuni casi, anche il linguaggio.

  • La disprassia è un disturbo dello sviluppo neurologico che si manifesta come una significativa e persistente difficoltà nelle attività che richiedono coordinazione motoria. Sebbene l'intelligenza generale della persona sia nella norma o superiore alla norma, il cervello fatica a inviare i messaggi corretti ai muscoli per eseguire i movimenti in modo fluido ed efficiente. Non è un problema di debolezza muscolare o di mancanza di comprensione dell'istruzione, ma piuttosto un "disordine nella pianificazione motoria" (praxis).

    Il termine "disprassia" è talvolta usato in modo più ampio per descrivere difficoltà nell'organizzazione delle azioni, che possono includere aspetti cognitivi e linguistici. Nel DSM-5 (Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali), la condizione è più specificamente definita come Disturbo dello Sviluppo della Coordinazione (DDC), sottolineando che le difficoltà motorie interferiscono significativamente con le attività della vita quotidiana, l'apprendimento scolastico o il tempo libero.

    La disprassia può manifestarsi in vari modi:

    • Disprassia ideativa: Difficoltà a concepire o pianificare l'azione (cosa fare).

    • Disprassia ideomotoria: Difficoltà a tradurre un'idea in azione motoria (come fare).

    • Disprassia costruttiva: Difficoltà a riprodurre forme o a costruire oggetti (es. con i Lego).

    • Disprassia oromotoria o verbale: Difficoltà a coordinare i muscoli della bocca, della lingua e della gola per produrre il linguaggio in modo chiaro e fluido.

    La disprassia è una condizione cronica che persiste nell'età adulta, anche se con il giusto supporto e l'apprendimento di strategie compensative, molti individui riescono a gestire le loro difficoltà e a vivere una vita piena e produttiva. Il riconoscimento precoce e l'intervento mirato sono fondamentali per prevenire frustrazioni e problemi secondari di autostima o ansia.

  • La disprassia, nota anche come disturbo della coordinazione motoria (DCM) o disturbo dello sviluppo della coordinazione (DDC), si manifesta con una serie di sintomi che riguardano la pianificazione, l'esecuzione e il coordinamento dei movimenti. Questi sintomi possono variare in gravità e presentarsi in diversi ambiti:

    • Difficoltà nelle abilità motorie fini:
      Problemi con la scrittura: impugnatura scorretta, lentezza, scarsa leggibilità, difficoltà a mantenere la linea o gli spazi.
      Difficoltà a usare forbici, allacciarsi le scarpe, abbottonarsi i vestiti, chiudere cerniere.
      Impaccio nell'uso di posate per mangiare.
      Difficoltà con attività che richiedono precisione manuale (es. disegnare, costruire con piccoli blocchi).

    • Difficoltà nelle abilità motorie grossolane:
      Impaccio e goffaggine nei movimenti: inciampare spesso, sbattere contro gli oggetti.
      Difficoltà in attività come correre, saltare, andare in bicicletta, calciare o afferrare una palla.
      Problemi di equilibrio e coordinazione, che possono portare a cadute frequenti.
      Difficoltà a salire o scendere le scale.

    • Difficoltà nella pianificazione motoria (ideazione e sequenziamento):
      Difficoltà a imparare nuove sequenze di movimenti (es. una routine di ballo, un esercizio sportivo).
      Sembrare "impacciato" o "disorganizzato" nel portare a termine compiti che richiedono più passaggi.
      Necessità di più tempo e ripetizioni per acquisire nuove abilità motorie.

    • Problemi di organizzazione e spazialità:
      Difficoltà a organizzare la propria stanza o il materiale scolastico.
      Orientamento spaziale difficoltoso, confondere destra e sinistra.

    • Difficoltà nella propriocezione e cinestesia:
      Scarsa consapevolezza della posizione del proprio corpo nello spazio.
      Difficoltà a regolare la forza dei movimenti (es. rompere oggetti senza volerlo).

    • Ritardo nelle tappe dello sviluppo motorio: Il bambino potrebbe iniziare a gattonare, camminare, correre più tardi rispetto ai coetanei.

    • Difficoltà nel linguaggio e nella comunicazione:
      Disprassia verbale
      o del linguaggio: difficoltà nella pianificazione e coordinazione dei movimenti necessari per produrre suoni, parole o frasi (non è un problema di comprensione o di vocabolario, ma di esecuzione motoria del linguaggio).
      Difficoltà ad articolare chiaramente le parole.

    • Difficoltà di apprendimento a scuola:
      Impatti sulla scrittura, educazione fisica, disegno.
      Frustrazione, bassa autostima e ansia a causa delle difficoltà.

  • Le cause esatte della disprassia non sono completamente comprese, ma si ritiene che sia il risultato di un'anomalia nello sviluppo o nella funzione del sistema nervoso centrale. Non è causata da lesioni cerebrali, malattie neurologiche acquisite o deficit intellettivi.

    • Fattori neurobiologici:
      Si ipotizza una disfunzione nelle vie neurali che sono coinvolte nella pianificazione e nell'esecuzione dei movimenti. Ciò può includere aree del cervello come la corteccia motoria, i gangli della base, il cervelletto e le loro connessioni.
      Problemi nella comunicazione tra i neuroni (sinapsi) o nella mielinizzazione (il rivestimento protettivo delle fibre nervose) possono contribuire alle difficoltà.

    • Fattori genetici:
      Esiste una componente ereditaria; è più comune trovare la disprassia o altri disturbi dello sviluppo neurologico in altri membri della famiglia.
      Non è legata a un singolo gene, ma a una combinazione di fattori genetici che aumentano la vulnerabilità.

    • Fattori pre e perinatali:
      Nascita prematura.
      Basso peso alla nascita.
      Esposizione a tossine o complicazioni durante la gravidanza o il parto. Tuttavia, in molti casi non è possibile identificare una causa specifica.

  • La prevenzione primaria della disprassia non è possibile, in quanto è un disturbo dello sviluppo neurologico con una base neurobiologica e genetica. Non è causata da fattori ambientali evitabili in senso stretto.

    Tuttavia, è fondamentale attuare una prevenzione secondaria attraverso la diagnosi precoce e l'intervento tempestivo.

    • Screening e osservazione precoce: Genitori, pediatri e insegnanti dovrebbero essere attenti ai segnali di ritardo nelle tappe motorie o di persistente impaccio nel bambino fin dalla prima infanzia.

    • Interventi riabilitativi precoci: Una volta sospettata o diagnosticata la disprassia, iniziare il più presto possibile la terapia neuropsicomotoria o occupazionale. L'intervento precoce può aiutare il cervello a sviluppare percorsi compensativi e a migliorare le abilità motorie prima che le difficoltà diventino più radicate e influenzino l'autostima del bambino.

    • Supporto educativo: Fornire un ambiente scolastico che comprenda le difficoltà della disprassia e adatti le aspettative e i metodi didattici.

  • Il trattamento della disprassia è principalmente di tipo riabilitativo e mira a migliorare le abilità motorie, sviluppare strategie compensative e supportare lo sviluppo complessivo del bambino o dell'adulto. Non esiste una "cura" per la disprassia, ma gli interventi possono fare una grande differenza.

    1. Terapia della Neuropsicomotricità dell'Età Evolutiva (TNPEE) / Terapia Occupazionale:
      Questi specialisti sono centrali nel trattamento. Lavorano sulla coordinazione, l'equilibrio, la pianificazione motoria e le abilità motorie fini e grossolane.
      Utilizzano attività ludiche e funzionali per migliorare la consapevolezza corporea, la propriocezione e l'organizzazione spaziale.
      Insegnano strategie per affrontare le difficoltà nelle attività quotidiane (es. vestirsi, mangiare).

    2. Fisioterapia: Se ci sono problemi specifici di equilibrio, forza o coordinazione generale, il fisioterapista può aiutare a migliorare le capacità motorie.

    3. Logopedia (per disprassia verbale):
      Il logopedista interviene sulla pianificazione dei movimenti della bocca, lingua e gola necessari per l'articolazione delle parole.
      Si lavora su esercizi di articolazione, ritmo, intonazione e fluidità del linguaggio.

    4. Supporto scolastico e didattico:
      Gli insegnanti devono essere informati sulla disprassia per adattare le attività e fornire supporto (es. tempi aggiuntivi per i compiti scritti, utilizzo di strumenti tecnologici come la tastiera per scrivere, dispense che riducono la necessità di copiare dalla lavagna).
      Utilizzo di strumenti compensativi e misure dispensative.

    5. Supporto psicologico:
      La disprassia può influire sull'autostima e portare a frustrazione, ansia o isolamento sociale. Un supporto psicologico può aiutare il bambino o l'adulto a gestire queste emozioni e a sviluppare resilienza.

    6. Terapia Sensoriale (in alcuni casi): Per alcuni individui, possono essere utili interventi mirati a migliorare l'integrazione sensoriale.

  • La diagnosi e la gestione della disprassia richiedono un team multidisciplinare:

    • Neuropsichiatra Infantile (NPI): È il medico specialista che effettua la diagnosi clinica del disturbo dello sviluppo della coordinazione e coordina il percorso diagnostico e terapeutico, rilasciando anche le certificazioni per il supporto scolastico.

    • Psicologo dell'età evolutiva / Neuropsicologo: Effettua la valutazione delle funzioni cognitive (QI), delle abilità motorie specifiche e delle funzioni esecutive, contribuendo alla diagnosi differenziale e alla definizione del profilo di funzionamento.

    • Terapista della Neuropsicomotricità dell'Età Evolutiva (TNPEE): La figura riabilitativa centrale. Valuta le capacità motorie e imposta e conduce il trattamento terapeutico specifico per migliorare la coordinazione, la pianificazione motoria e le abilità pratiche.

    • Logopedista: Fondamentale se la disprassia coinvolge anche il linguaggio (disprassia verbale).

    • Fisioterapista: In alcuni casi, se ci sono problematiche motorie più ampie o necessità di recupero funzionale.

    • Terapista Occupazionale: In particolare per le abilità della vita quotidiana e l'uso di ausili.

    • Pediatra: Il medico di riferimento per il bambino, che può riconoscere i primi segnali e indirizzare i genitori agli specialisti.

    • Insegnanti: Cruciali per l'osservazione quotidiana, l'applicazione delle strategie didattiche e delle misure compensative e dispensative a scuola.

  • La diagnosi e la riabilitazione della disprassia (Disturbo dello Sviluppo della Coordinazione) sono gestite principalmente dalle Unità Operative di Neuropsichiatria Infantile (UONPIA) delle Aziende Sanitarie Locali (ASL) o da centri privati accreditati e convenzionati con il Servizio Sanitario Nazionale. Molti ospedali universitari e IRCCS (Istituti di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico) hanno reparti o servizi dedicati allo sviluppo neurologico.

    Considerando che sei ad Ancona, Marche, ecco alcuni centri e risorse a cui puoi fare riferimento:

    • Servizi di Neuropsichiatria Infantile (UONPIA) dell'ASUR Marche: Sono i centri pubblici di riferimento in ogni provincia per la diagnosi e la riabilitazione dei disturbi dello sviluppo. Puoi contattare l'UONPIA di Ancona (spesso situata presso l'Ospedale Salesi) per avviare il percorso diagnostico e riabilitativo. Questi servizi sono il punto di partenza fondamentale per la certificazione e la presa in carico.

    • Ospedale Pediatrico Bambino Gesù (Roma): Sebbene non nelle Marche, è uno dei centri di eccellenza a livello nazionale per la neuropsichiatria infantile e i disturbi del neurosviluppo, inclusa la disprassia. Può essere considerato per casi complessi o per una seconda opinione.

    • IRCCS Eugenio Medea - "La Nostra Famiglia" (Conegliano - TV, Bosisio Parini - LC, e altre sedi): Questa fondazione ha diverse sedi in Italia ed è molto rinomata per la riabilitazione dei disturbi del neurosviluppo, con forte competenza anche sulla disprassia.

    • Ospedali Universitari con Reparti di Neuropsichiatria Infantile: Diversi atenei in Italia (es. Milano, Bologna, Firenze, Pisa) hanno cliniche pediatriche e dipartimenti di neuropsichiatria infantile che si occupano di questi disturbi.

    • Studi Privati di Professionisti: Molti neuropsichiatri infantili, psicologi dell'età evolutiva e terapisti della neuropsicomotricità (TNPEE) offrono servizi anche in regime privato. Per trovare professionisti qualificati, puoi fare riferimento a:
      Associazione Italiana Disprassia Età Evolutiva (AIDEE): Può offrire informazioni, supporto e contatti con professionisti esperti nella disprassia.
      Società Italiana di Neuropsichiatria dell'Infanzia e dell'Adolescenza (SINPIA): Il sito può fornire elenchi di specialisti.
      Associazioni di professionisti: Come l'Associazione Nazionale TNPEE o l'Ordine degli Psicologi della regione Marche.

    Per iniziare, il primo passo è sempre consultare il proprio pediatra di famiglia, che è in grado di riconoscere i primi segnali di disprassia e indirizzare i genitori verso i servizi diagnostici e riabilitativi più appropriati nel territorio.

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