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Dislessia

Patologia

Disclaimer Medico: Le informazioni fornite in questa sezione hanno scopo puramente informativo.

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Cos'è:

La dislessia è un Disturbo Specifico dell'Apprendimento (DSA) di origine neurobiologica, caratterizzato da una persistente e significativa difficoltà nella lettura. Non è causata da problemi di intelligenza, udito o vista, né da svantaggi socio-culturali, ma da un differente funzionamento delle aree cerebrali coinvolte nel processamento del linguaggio e della decodifica dei simboli scritti. Si manifesta principalmente con una lettura lenta, faticosa e scorretta.

  • La dislessia, riconosciuta come uno dei Disturbi Specifici dell'Apprendimento (DSA) dalla Legge 170/2010 in Italia, è una difficoltà specifica e significativa nella decodifica della lettura. Non è il risultato di un deficit sensoriale, neurologico o intellettivo generale, ma piuttosto una condizione permanente che deriva da differenze nella struttura e nel funzionamento cerebrale, in particolare nelle aree coinvolte nell'elaborazione fonologica. Questo significa che il cervello di una persona dislessica elabora i suoni del linguaggio e la loro associazione con i simboli grafici (le lettere) in modo meno efficiente.

    Il cuore della dislessia risiede spesso in un deficit della consapevolezza fonologica (la capacità di riconoscere e manipolare i suoni all'interno delle parole) e nella velocità di denominazione rapida (la velocità con cui si riescono a recuperare e nominare sequenze di elementi familiari come lettere o numeri). Questo si traduce in una lettura che è tipicamente lenta, scorretta e disfluente, con errori che persistono nonostante l'impegno e un'adeguata istruzione. La fatica richiesta per la decodifica può compromettere la comprensione del testo, poiché le risorse cognitive vengono assorbite dal processo di riconoscimento delle parole, lasciandone poche per l'interpretazione del significato.

    La dislessia è una condizione ereditaria e lifelong, ma con interventi adeguati e strategie compensative, gli individui dislessici possono raggiungere risultati accademici e professionali elevati. È fondamentale una diagnosi precoce per implementare il supporto necessario sia a scuola che nella vita quotidiana.

  • I sintomi della dislessia variano con l'età e la gravità, ma generalmente includono:

    In età prescolare (segnali precoci):

    • Ritardo nell'acquisizione del linguaggio.

    • Difficoltà nel riconoscere le rime.

    • Difficoltà nel pronunciare parole lunghe o complesse.

    • Difficoltà nel ricordare nomi di lettere, numeri o colori.

    • Difficoltà nel capire che le parole sono formate da suoni (scarsa consapevolezza fonologica).

    In età scolare (i sintomi più evidenti):

    • Difficoltà nella lettura:
      Lettura lenta, faticosa e poco fluente.
      Frequenti errori di lettura (salti di parole o righe, inversioni di lettere o sillabe, omissioni, aggiunte).
      Difficoltà nel decodificare parole nuove o non familiari.
      Comprensione del testo compromessa a causa dello sforzo richiesto per la decodifica.
      Difficoltà a seguire con il dito o a mantenere la riga.

    • Difficoltà nella scrittura e ortografia (spesso in comorbidità con disortografia):
      Errori ortografici persistenti e atipici (es. confusioni di lettere simili per forma o suono, omissioni/aggiunte di lettere, scambi di vocali/consonanti).
      Difficoltà nella scrittura sotto dettatura.

    • Difficoltà nella memoria di lavoro e sequenziale:
      Difficoltà a memorizzare sequenze (es. giorni della settimana, mesi dell'anno, alfabeto).
      Difficoltà a ricordare istruzioni multiple.

    • Difficoltà nell'organizzazione:
      Disorganizzazione generale (gestione del materiale scolastico, pianificazione dei compiti).

    • Impatto emotivo e comportamentale:
      Frustrazione, ansia e bassa autostima a causa delle difficoltà scolastiche.
      Rifiuto di leggere o scrivere.
      Stanchezza eccessiva dopo attività che richiedono lettura prolungata.

    In età adulta:

    • Lentezza nella lettura.

    • Difficoltà nella comprensione di testi lunghi o complessi.

    • Difficoltà nella scrittura di relazioni o email.

    • Difficoltà con la memoria di nomi, date, numeri di telefono.

    • Sottostima delle proprie capacità intellettive a causa delle esperienze scolastiche.

  • La dislessia ha una forte base neurobiologica e genetica. Non è causata da problemi di vista o udito, né da scarso impegno o mancanza di intelligenza.

    • Fattori genetici: La dislessia è spesso familiare. Se un genitore o un parente stretto è dislessico, la probabilità che anche il figlio lo sia aumenta significativamente. Sono stati identificati diversi geni associati alla dislessia, che influenzano lo sviluppo cerebrale e le funzioni cognitive.

    • Fattori neurobiologici: Studi di neuroimaging (risonanza magnetica funzionale) hanno mostrato differenze strutturali e funzionali nelle aree cerebrali coinvolte nell'elaborazione del linguaggio, in particolare nella corteccia temporale, parietale e frontale sinistra. Queste differenze influenzano la capacità di:
      Elaborazione fonologica: Difficoltà a segmentare le parole in suoni e a collegare i suoni alle lettere (la radice del problema).
      Velocità di elaborazione: Lentezza nell'elaborare rapidamente le informazioni visive e uditive.
      Connettività cerebrale: Minore connettività tra le aree cerebrali cruciali per la lettura.

    • Fattori ambientali (non cause dirette, ma possono influenzare il percorso): Sebbene non siano cause della dislessia, un ambiente con poca stimolazione linguistica o didattica inadeguata può rendere più evidente il disturbo o ritardare la diagnosi.

  • La dislessia non è prevenibile in senso stretto, essendo una condizione neurobiologica e genetica. Tuttavia, è possibile attuare strategie di prevenzione secondaria, ovvero interventi precoci che mirano a ridurre l'impatto del disturbo e a favorire un miglior sviluppo delle abilità di lettura e scrittura.

    • Screening precoce: Identificare i bambini a rischio in età prescolare o nei primi anni della scuola primaria attraverso test specifici sulla consapevolezza fonologica, la memoria a breve termine e la velocità di denominazione.

    • Interventi mirati precoci: Per i bambini identificati a rischio, implementare programmi di potenziamento delle abilità fonologiche e pre-alfabetiche prima che le difficoltà si radichino.

    • Sensibilizzazione e formazione: Informare genitori e insegnanti sui segnali precoci della dislessia per favorire un tempestivo riconoscimento.

    • Ambiente di apprendimento stimolante: Offrire un ambiente ricco di stimoli linguistici e lettore, incoraggiando la lettura ad alta voce e il gioco con le parole.

  • Non esiste una "cura" per la dislessia, poiché non è una malattia, ma una caratteristica del funzionamento cerebrale. Il trattamento si concentra su interventi riabilitativi mirati e sull'adozione di strategie compensative e dispensative.

    • Riabilitazione neuropsicologica/logopedica:
      Esercizi specifici per migliorare la consapevolezza fonologica, la corrispondenza grafema-fonema (lettera-suono) e la fluidità di lettura.
      Programmi di rieducazione della lettura che lavorano sulla velocità e la precisione.
      Interventi per migliorare la memoria di lavoro e le abilità di sequenziamento.

    • Strumenti Compensativi:
      Tecnologici:
      Software di sintesi vocale (per ascoltare i testi), programmi di videoscrittura con correttore ortografico, registratori per le lezioni, e-reader con funzioni specifiche.
      Non tecnologici: Mappe concettuali, schemi, riassunti, uso di evidenziatori, font ad alta leggibilità.

    • Misure Dispensative (a scuola):
      Tempi più lunghi per lo svolgimento di compiti scritti e verifiche.
      Riduzione della quantità di testo da leggere o scrivere.
      Possibilità di sostenere interrogazioni orali al posto di quelle scritte.
      Non considerare l'errore ortografico nella valutazione di testi o elaborati.

    • Supporto psicologico:
      Per affrontare la frustrazione, l'ansia e la bassa autostima che possono derivare dalle difficoltà scolastiche e sociali.
      Sviluppare un'immagine positiva di sé e riconoscere le proprie forze.

    • Formazione per genitori e insegnanti: Essenziale per comprendere il disturbo, implementare strategie efficaci e creare un ambiente di apprendimento inclusivo e supportivo.

  • La diagnosi e la gestione della dislessia richiedono un team multidisciplinare, come previsto dalla Legge 170/2010:

    • Neuropsichiatra Infantile: Medico specialista che effettua la diagnosi clinica di Disturbo Specifico dell'Apprendimento (DSA) e coordina il percorso. È il responsabile medico della certificazione.

    • Psicologo dell'età evolutiva / Neuropsicologo: Effettua la valutazione delle funzioni cognitive (intelligenza) e delle abilità di lettura, scrittura e calcolo. Determina il profilo cognitivo e specifico del DSA.

    • Logopedista: Valuta e interviene sulle abilità di lettura e scrittura, sulla consapevolezza fonologica e sulle strategie di decodifica. La logopedia è fondamentale per la riabilitazione.

    • Terapista della Neuropsicomotricità dell'Età Evolutiva (TNPEE): In alcuni casi, se ci sono anche difficoltà motorie o di coordinazione associate, può essere coinvolto.

    • Insegnanti: Sono cruciali per l'osservazione delle difficoltà in classe, per l'applicazione delle misure dispensative e compensative e per la collaborazione con gli specialisti e la famiglia.

    • Pediatra / Medico di Medicina Generale: Il primo punto di contatto, che può indirizzare i genitori agli specialisti appropriati.

  • In Italia, la diagnosi e la certificazione dei DSA, inclusa la dislessia, avvengono principalmente presso le Unità Operative di Neuropsichiatria Infantile (UONPIA) delle Aziende Sanitarie Locali (ASL) o presso centri accreditati e convenzionati con il Servizio Sanitario Nazionale. Molti ospedali universitari e IRCCS (Istituti di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico) hanno reparti o servizi dedicati.

    Ecco alcuni dei centri e delle istituzioni di riferimento per la diagnosi e la riabilitazione dei DSA:

    • Servizi di Neuropsichiatria Infantile (UONPIA) delle ASL: Sono il punto di riferimento principale sul territorio. Ogni ASL ha un servizio dedicato alla diagnosi e alla presa in carico dei DSA, con equipe multidisciplinari. È il canale prioritario per l'accesso ai servizi pubblici.

    • IRCCS Fondazione Stella Maris (Pisa): Centro di eccellenza riconosciuto a livello nazionale per la neuropsichiatria infantile e i disturbi dello sviluppo.

    • Ospedale Pediatrico Bambino Gesù (Roma): Dipartimento di Neuroscienze e Neuroriabilitazione, con settori dedicati ai DSA.

    • Istituto Neurologico Carlo Besta (Milano): Importante centro neurologico con expertise anche sui disturbi dello sviluppo.

    • Policlinico Universitario Agostino Gemelli IRCCS (Roma): Dipartimento di Neuroscienze e Dipartimento di Salute della Donna e del Bambino.

    • Azienda Ospedaliera Universitaria Meyer (Firenze): Ospedale pediatrico con servizi per i disturbi dello sviluppo e dell'apprendimento.

    • Ospedale San Raffaele (Milano): Dipartimento di Neuroscienze e Servizi di Psichiatria e Psicologia Clinica.

    • Centri privati accreditati e convenzionati: Molte regioni hanno elenchi di centri privati accreditati che possono erogare diagnosi e terapie con il Servizio Sanitario Nazionale. L'Associazione Italiana Dislessia (AID) fornisce spesso sul proprio sito elenchi di professionisti e centri raccomandati, anche se non direttamente medici, sono punti di riferimento importanti per le famiglie.

    Per avviare un percorso diagnostico, il primo passo è sempre rivolgersi al pediatra di famiglia (per i minori) o al medico di medicina generale (per gli adulti), che potrà fornire le prime indicazioni e le richieste per accedere ai servizi specialistici pubblici o privati.

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