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Difetto Interatriale - DIA

Patologia

Disclaimer Medico: Le informazioni fornite in questa sezione hanno scopo puramente informativo.

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Cos'è:

Il Difetto Interatriale (DIA) è una malformazione cardiaca congenita (presente dalla nascita) caratterizzata da un'apertura anomala nel setto interatriale, la parete che separa le due camere superiori del cuore (atri destro e sinistro). Questa apertura consente al sangue di fluire dall'atrio sinistro (più ossigenato e con pressione maggiore) all'atrio destro (meno ossigenato), determinando un "shunt" (passaggio) di sangue che sovraccarica la circolazione polmonare e le sezioni destre del cuore, che con il tempo possono dilatarsi.

  • Il cuore è diviso in quattro camere: due atri (superiori) e due ventricoli (inferiori). Il setto interatriale è la parete muscolare e membranosa che normalmente separa l'atrio destro dall'atrio sinistro, impedendo il mescolamento del sangue. Nel Difetto Interatriale (DIA), questa parete presenta un'apertura che permette al sangue ricco di ossigeno proveniente dall'atrio sinistro di passare nell'atrio destro, dove si mescola con il sangue povero di ossigeno. Questo sangue "extra" viene quindi pompato dal ventricolo destro nei polmoni, causando un sovraccarico di volume nella circolazione polmonare e nel lato destro del cuore.

    Il DIA è una delle più comuni cardiopatie congenite negli adulti, spesso diagnosticata in età avanzata perché può rimanere asintomatica per decenni. Esistono diverse tipologie di DIA, a seconda della loro posizione nel setto interatriale:

    • DIA tipo Ostium Secundum: È la forma più comune (circa 80% dei casi) e si trova nella parte centrale del setto interatriale. Spesso può essere trattato con tecniche meno invasive.

    • DIA tipo Ostium Primum: Si trova nella parte inferiore del setto, vicino alle valvole atrio-ventricolari. È spesso associato ad altre anomalie valvolari (es. della valvola mitrale) e richiede solitamente un intervento chirurgico.

    • DIA tipo Seno Venoso: Meno comune, si trova nella parte superiore del setto, vicino all'ingresso delle vene cave. Può essere associato a un ritorno venoso polmonare anomalo.

    • Atrio comune o singolo: Una forma più grave in cui il setto interatriale è quasi completamente assente.

    Nel feto, è presente una normale apertura nel setto interatriale, chiamata forame ovale, che permette al sangue di bypassare i polmoni (che non sono ancora funzionanti). Questo forame ovale dovrebbe chiudersi spontaneamente poco dopo la nascita. Se non si chiude completamente, si parla di forame ovale pervio (FOP). Sebbene il FOP non sia considerato un vero DIA (il forame ovale è una struttura diversa e il "buco" è funzionale), in alcune condizioni (es. ictus criptogenetico, cioè senza causa nota), può essere necessario chiuderlo. Un DIA, invece, è un difetto strutturale vero e proprio del setto.

    Se non trattato, il sovraccarico cronico del cuore destro e della circolazione polmonare può portare a complicanze gravi nel tempo, come ipertensione polmonare (aumento irreversibile della pressione nei vasi polmonari), aritmie cardiache (fibrillazione o flutter atriale), scompenso cardiaco destro e, in rari casi, ictus dovuto al passaggio di piccoli coaguli dall'atrio destro all'atrio sinistro (embolia paradossa).

  • Molti difetti interatriali, soprattutto quelli piccoli, sono asintomatici e possono non essere scoperti fino all'età adulta, o essere diagnosticati incidentalmente durante esami per altre condizioni. Tuttavia, nei casi di difetti più grandi o con il progredire del tempo, possono manifestarsi i seguenti sintomi:

    • Stanchezza e affaticamento: Sensazione di spossatezza persistente, soprattutto durante l'attività fisica.

    • Mancanza di respiro (Dispnea): Difficoltà a respirare, specialmente sotto sforzo.

    • Palpitazioni o aritmie cardiache: Sensazione di battito cardiaco irregolare, veloce o anomalo (es. flutter o fibrillazione atriale).

    • Soffio cardiaco: Un suono anomalo ascoltabile con lo stetoscopio durante l'esame obiettivo cardiaco.

    • Infezioni respiratorie ricorrenti: Bronchiti, broncopolmoniti, soprattutto nei bambini.

    • Ritardo della crescita: Nei bambini, una crescita più lenta del normale.

    • Svenimenti o vertigini: In rari casi, associati a problemi di flusso sanguigno.

    • Edema (gonfiore): Gonfiore a livello delle gambe, caviglie o addome, segno di scompenso cardiaco.

    • Ipertensione polmonare: Aumento della pressione nei vasi sanguigni dei polmoni, una complicanza tardiva grave.

    • Ictus o TIA (Attacchi Ischemici Transitori): Raramente, a causa di emboli che possono passare dall'atrio destro al sinistro attraverso il difetto.

    • Cianosi (rara nei DIA puri): Colorazione bluastra della pelle e delle mucose, segno di insufficiente ossigenazione del sangue, più comune in difetti complessi o stadi avanzati con inversione del flusso.

  • Il difetto interatriale è una malformazione cardiaca congenita, il che significa che è presente dalla nascita. Le cause esatte della maggior parte dei DIA non sono completamente note, ma si ritiene che siano il risultato di una combinazione di fattori genetici e ambientali.

    • Fattori genetici: Alcuni studi hanno identificato mutazioni in geni specifici (es. NKX2-5, GATA-4, TBX20) coinvolti nello sviluppo del cuore che possono aumentare il rischio di DIA. Inoltre, il DIA è più comune in alcune sindromi genetiche, come la Sindrome di Down (Trisomia 21), dove circa il 40% degli individui presenta cardiopatie congenite, inclusi i DIA.

    • Sviluppo fetale anomalo: Durante lo sviluppo fetale, il cuore si forma attraverso una complessa serie di eventi. Un errore o un'interruzione in questo processo può portare alla formazione di un difetto nel setto interatriale. Il forame ovale, una normale apertura fetale, non si chiude correttamente dopo la nascita, portando al FOP, che è diverso dal DIA vero e proprio ma è un difetto nello stesso setto.

    • Fattori ambientali (meno chiari): Sebbene non ci siano prove definitive, alcuni fattori ambientali o esposizioni materne durante la gravidanza potrebbero influenzare lo sviluppo cardiaco del feto. Tuttavia, la maggior parte dei casi è sporadica e non ha una causa esterna identificabile.

    È importante sottolineare che la stragrande maggioranza dei DIA si verifica senza una chiara causa attribuibile all'azione dei genitori o a eventi esterni.

  • Essendo il difetto interatriale una malformazione congenita, non esiste una prevenzione primaria per la sua insorgenza. Non ci sono misure che i genitori possono adottare per evitare che si formi durante lo sviluppo fetale.

    Tuttavia, la prevenzione delle complicanze è fondamentale:

    • Diagnosi precoce: L'identificazione del DIA in età pediatrica o giovanile permette di intervenire prima che si sviluppino complicanze irreversibili come l'ipertensione polmonare o lo scompenso cardiaco.

    • Trattamento tempestivo: La chiusura del difetto, quando indicata, previene il sovraccarico cardiaco e polmonare a lungo termine, riducendo il rischio di aritmie, scompenso cardiaco e ictus. In molti casi, la chiusura prima dell'età adulta o in giovane età adulta permette al cuore di recuperare completamente.

    • Monitoraggio regolare: Anche dopo la chiusura, o in caso di difetti piccoli non trattati, un follow-up cardiologico regolare è essenziale per monitorare la funzione cardiaca e l'eventuale insorgenza di complicanze.

    • Gestione dei fattori di rischio: Per i pazienti con DIA, gestire attentamente altri fattori di rischio cardiovascolare (es. ipertensione, diabete, colesterolo alto, fumo) è cruciale per la salute generale del cuore.

  • Il trattamento del difetto interatriale dipende dalle dimensioni del difetto, dai sintomi del paziente, dall'età e dalla presenza di complicanze. L'obiettivo è chiudere il difetto per normalizzare il flusso sanguigno e prevenire danni al cuore e ai polmoni.

    • Osservazione (Wait and See): Per difetti molto piccoli e asintomatici, in cui il sovraccarico cardiaco è minimo, il medico potrebbe optare per un monitoraggio regolare.

    • Chiusura Transcatetere (Intervento percutaneo): Questa è la metodica di scelta per la maggior parte dei DIA di tipo ostium secundum (che rappresentano oltre l'80% dei casi). È una procedura mini-invasiva in cui un catetere viene inserito in una vena della gamba (solitamente la vena femorale) e guidato fino al cuore. Attraverso il catetere viene rilasciato un dispositivo (spesso chiamato "ombrellino" o "device occluder") che chiude il difetto. I vantaggi includono una degenza ospedaliera breve (1-2 giorni), recupero rapido e assenza di cicatrici toraciche.

    • Riparazione Chirurgica: Tradizionalmente, il DIA veniva corretto con un intervento a cuore aperto. Sebbene meno frequente oggi, rimane l'opzione preferita o necessaria per:
      Difetti di grandi dimensioni o con anatomia complessa non idonea alla chiusura percutanea.
      DIA di tipo ostium primum o seno venoso, che spesso richiedono la riparazione di valvole cardiache associate.
      Pazienti con altre anomalie cardiache che necessitano comunque di intervento chirurgico.
      In questo caso, il difetto viene chiuso direttamente con suture o con l'applicazione di una "patch" (una toppa) di materiale biocompatibile.

    La decisione sul tipo di trattamento viene presa da un team multidisciplinare di cardiologi, cardiochirurghi e altri specialisti. La chiusura del difetto, specialmente se eseguita prima che si sviluppino complicanze gravi, offre un'ottima prognosi.

  • La gestione del difetto interatriale richiede un team multidisciplinare di specialisti, data la sua natura complessa:

    • Cardiologo Pediatra: Se la diagnosi avviene in età pediatrica, è lo specialista di riferimento per la diagnosi, il monitoraggio e la decisione sul trattamento nei bambini.

    • Cardiologo per Cardiopatie Congenite dell'Adulto: Per i pazienti adolescenti e adulti con DIA, è il cardiologo specializzato nella gestione delle cardiopatie congenite in età adulta.

    • Cardiochirurgo: Lo specialista che esegue l'intervento chirurgico a cuore aperto per la chiusura del DIA, quando l'approccio percutaneo non è fattibile o sufficiente.

    • Cardiologo Interventista: Lo specialista che esegue la chiusura del DIA tramite procedura transcatetere.

    • Anestesista-Rianimatore: Gestisce l'anestesia durante l'intervento e il recupero post-operatorio.

    • Ecografista Cardiaco (Ecocardiografista): Esegue l'ecocardiogramma (transtoracico o transesofageo), l'esame diagnostico chiave per visualizzare il difetto.

    • Radiologo: Per esami di imaging più complessi come la Risonanza Magnetica Cardiaca o la TAC cardiaca, se necessari.

    • Infermiere specializzato in Cardiologia/Terapia Intensiva: Offre assistenza pre e post-operatoria e supporto al paziente e alla famiglia.

    • Genetista: Può essere coinvolto in casi specifici per la consulenza genetica, soprattutto se ci sono altre anomalie associate o una storia familiare di cardiopatie congenite.

  • I centri di eccellenza per il trattamento del difetto interatriale in Italia sono generalmente ospedali universitari e IRCCS con dipartimenti di Cardiologia e Cardiochirurgia altamente specializzati nelle cardiopatie congenite, sia pediatriche che dell'adulto. Molti di questi centri offrono sia la chirurgia tradizionale che la chiusura percutanea.

    Ecco alcuni dei centri più rinomati:

    • Ospedale Pediatrico Bambino Gesù (Roma): Riferimento nazionale e internazionale per la cardiologia e cardiochirurgia pediatrica e per il trattamento delle cardiopatie congenite nei bambini.

    • IRCCS Policlinico San Donato (Milano): Uno dei centri più importanti in Europa per la cardiologia e la cardiochirurgia, con una sezione dedicata alle cardiopatie congenite in età pediatrica e adulta.

    • Istituto Giannina Gaslini (Genova): Eccellenza nel campo della pediatria, con un'unità di cardiologia e cardiochirurgia pediatrica di alto livello.

    • Azienda Ospedaliera Università di Padova: Importante centro per la cardiologia, la cardiochirurgia e la cardiologia pediatrica, con esperienza nel trattamento dei difetti congeniti.

    • Presidio Ospedaliero Molinette - AOU Città della Salute e della Scienza (Torino): Riferimento per la cardiologia e cardiochirurgia, con una sezione per le cardiopatie congenite dell'adulto.

    • IRCCS Ospedale San Raffaele (Milano): Vanta un'ottima unità di cardiologia e cardiochirurgia, con expertise anche nelle cardiopatie congenite.

    • Azienda Ospedaliera dei Colli - Ospedale Monaldi (Napoli): Importante centro cardiologico del sud Italia, con divisioni di cardiologia e cardiochirurgia che gestiscono anche le cardiopatie congenite.

    • Policlinico Sant'Orsola-Malpighi (Bologna): Unità di Cardiologia e Cardiochirurgia con esperienza nel trattamento dei difetti del setto interatriale.

    Per una valutazione specifica e per essere indirizzato al centro più adatto alla propria situazione, è sempre consigliabile consultare il proprio medico di fiducia o un cardiologo specialista.

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