Diarrea
Patologia
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Cos'è:
La diarrea è un disturbo comune caratterizzato da feci molli o liquide e un aumento della frequenza delle evacuazioni (generalmente più di tre volte al giorno). È spesso un sintomo di un'altra condizione sottostante, come un'infezione (virale, batterica, parassitaria), intolleranze alimentari o malattie infiammatorie intestinali-
Il trattamento della diarrea dipende dalla causa sottostante, ma gli obiettivi principali sono la prevenzione o la correzione della disidratazione e la gestione dei sintomi.
Reidratazione: È il pilastro del trattamento, specialmente nei bambini e negli anziani, per reintegrare i liquidi e gli elettroliti persi.
Soluzioni reidratanti orali (SRO): Contengono la giusta miscela di acqua, sali e zuccheri per facilitare l'assorbimento. Sono preferibili all'acqua semplice.
Acqua, brodo, tè leggero, bevande non zuccherate: Possono essere usati per reintegrare i liquidi. Evitare bevande zuccherate o gassate.
Reidratazione endovenosa: Necessaria nei casi di grave disidratazione, incapacità di bere o vomito incoercibile.Dieta:
Dieta "in bianco" o leggera: Reintrodurre gradualmente alimenti solidi ben tollerati come riso, pasta, patate, carni bianche magre, banane, mele cotte. Evitare cibi grassi, speziati, latticini (inizialmente), frutta e verdura crude.
Evitare lattosio: Temporaneamente per alcuni giorni se si sospetta un'intolleranza post-diarrea (transitoria).Farmaci antidiarroici (sintomatici): Utilizzati con cautela e non in tutti i casi, specialmente se la diarrea è di origine infettiva con febbre o sangue nelle feci (potrebbero prolungare l'infezione).
Loperamide: Riduce la motilità intestinale.
Diosmectite o carbone vegetale: Adsorbenti che aiutano a solidificare le feci.
Racecadotril: Un anti-secretorio puro che riduce l'eccessiva secrezione di acqua nell'intestino senza influenzare la motilità.Antibiotici: Prescritti solo se la causa è un'infezione batterica specifica e grave, o in caso di diarrea del viaggiatore, previa valutazione medica.
Probiotici: Possono aiutare a ripristinare l'equilibrio della flora intestinale, accelerando il recupero, specialmente dopo diarree infettive o associate ad antibiotici.
Trattamento della causa sottostante: Nel caso di diarrea cronica, il trattamento mirerà alla gestione della condizione di base (es. farmaci per IBD, dieta priva di lattosio per intolleranza, gestione della sindrome dell'intestino irritabile).
I sintomi principali della diarrea riguardano le caratteristiche delle feci e le manifestazioni associate:
Feci molli o liquide: La caratteristica più evidente, con una consistenza non formata.
Aumento della frequenza delle evacuazioni: Più di tre scariche nelle 24 ore.
Aumento del volume delle feci: Quantità maggiore di feci rispetto al normale.
Urgenza di evacuare: Improvvisa e impellente necessità di andare in bagno.
Dolori o crampi addominali: Spasmi o fitte all'addome, spesso prima o durante l'evacuazione.
Gonfiore addominale: Sensazione di pancia tesa e gonfia.
Nausea e vomito: Possono accompagnare la diarrea, soprattutto in caso di infezioni.
Febbre: Comune nelle diarree infettive.
Disidratazione: Particolarmente nei casi gravi o prolungati, con sintomi come sete intensa, secchezza delle fauci, diminuzione della diuresi, spossatezza, vertigini o, nei bambini, fontanella infossata e assenza di lacrime.
Sanguinamento rettale o presenza di muco/pus nelle feci: Segni di infiammazione o infezione più grave (es. colite infettiva).
Le cause della diarrea sono numerose e variano a seconda che la condizione sia acuta o cronica:
Infezioni (Gastroenterite): La causa più comune di diarrea acuta.
Virali: Rotavirus, Norovirus, Adenovirus (frequenti nei bambini e in comunità).
Batteriche: Salmonella, Shigella, Campylobacter, Escherichia coli (specialmente ceppi enterotossigeni o enteroemorragici), Clostridium difficile (spesso post-antibiotici).
Parassitarie: Giardia lamblia, Cryptosporidium, Entamoeba histolytica.Intossicazioni alimentari: Ingestione di alimenti contaminati da tossine batteriche (es. Staphylococcus aureus, Bacillus cereus).
Farmaci: Effetto collaterale di molti farmaci, in particolare antibiotici, alcuni antiacidi (contenenti magnesio), farmaci chemioterapici, farmaci per il cuore, anti-infiammatori non steroidei (FANS).
Intolleranze e Allergie Alimentari:
Intolleranza al lattosio: Mancanza dell'enzima lattasi.
Intolleranza al fruttosio: Difficoltà ad assorbire il fruttosio.
Celiachia: Reazione autoimmune al glutine che danneggia l'intestino tenue.Malattie Infiammatorie Intestinali (IBD):
Morbo di Crohn: Infiammazione cronica che può colpire qualsiasi parte del tratto digerente.
Colite ulcerosa: Infiammazione cronica che colpisce il colon e il retto.Sindrome dell'Intestino Irritabile (IBS): Un disturbo funzionale intestinale con alterazioni dell'alvo (diarrea, stipsi o alternanza).
Malassorbimento:
Insufficienza pancreatica: Mancanza di enzimi digestivi dal pancreas.
Sindrome dell'intestino corto: Dopo interventi chirurgici con rimozione di una parte significativa dell'intestino tenue.
Malattie della cistifellea: Problemi con i sali biliari.Ipertiroidismo: Aumento dell'attività della tiroide.
Tumori: Raramente, tumori intestinali o neuroendocrini che producono ormoni (es. VIPoma).
Diverticolite: Infiammazione dei diverticoli nel colon.
Chirurgia addominale: Specialmente interventi sull'intestino.
Stress e ansia: Possono scatenare episodi di diarrea in soggetti predisposti.
La prevenzione della diarrea dipende dalla causa, ma alcune misure generali sono sempre utili:
Igiene delle mani: Lavare frequentemente le mani con acqua e sapone, specialmente dopo essere stati in bagno e prima di preparare o consumare cibo.
Sicurezza alimentare:
Cucinare bene gli alimenti, in particolare carne, pollame e uova.
Evitare la contaminazione incrociata tra cibi crudi e cotti.
Conservare gli alimenti a temperature sicure (refrigerazione adeguata).
Consumare cibi cotti il più rapidamente possibile dopo la cottura.Acqua potabile sicura: Se si viaggia in paesi a rischio, bere solo acqua in bottiglia sigillata, evitare ghiaccio, frutta sbucciata da sé e verdure crude.
Attenzione ai farmaci: Se un farmaco provoca diarrea, discuterne con il medico per valutare alternative o strategie di gestione.
Gestione delle intolleranze: Evitare gli alimenti noti per causare intolleranza (es. prodotti lattiero-caseari in caso di intolleranza al lattosio).
Corretta gestione delle malattie croniche: Per chi soffre di IBD, IBS o altre patologie, seguire attentamente le indicazioni del medico per la gestione della malattia di base.
Probiotici: L'assunzione di probiotici può essere considerata in alcune situazioni, come durante la terapia antibiotica, per prevenire la diarrea associata agli antibiotici.
Il trattamento della diarrea dipende dalla causa sottostante, ma gli obiettivi principali sono la prevenzione o la correzione della disidratazione e la gestione dei sintomi.
Reidratazione: È il pilastro del trattamento, specialmente nei bambini e negli anziani, per reintegrare i liquidi e gli elettroliti persi.
Soluzioni reidratanti orali (SRO): Contengono la giusta miscela di acqua, sali e zuccheri per facilitare l'assorbimento. Sono preferibili all'acqua semplice.
Acqua, brodo, tè leggero, bevande non zuccherate: Possono essere usati per reintegrare i liquidi. Evitare bevande zuccherate o gassate.
Reidratazione endovenosa: Necessaria nei casi di grave disidratazione, incapacità di bere o vomito incoercibile.Dieta:
Dieta "in bianco" o leggera: Reintrodurre gradualmente alimenti solidi ben tollerati come riso, pasta, patate, carni bianche magre, banane, mele cotte. Evitare cibi grassi, speziati, latticini (inizialmente), frutta e verdura crude.
Evitare lattosio: Temporaneamente per alcuni giorni se si sospetta un'intolleranza post-diarrea (transitoria).Farmaci antidiarroici (sintomatici): Utilizzati con cautela e non in tutti i casi, specialmente se la diarrea è di origine infettiva con febbre o sangue nelle feci (potrebbero prolungare l'infezione).
Loperamide: Riduce la motilità intestinale.
Diosmectite o carbone vegetale: Adsorbenti che aiutano a solidificare le feci.
Racecadotril: Un anti-secretorio puro che riduce l'eccessiva secrezione di acqua nell'intestino senza influenzare la motilità.Antibiotici: Prescritti solo se la causa è un'infezione batterica specifica e grave, o in caso di diarrea del viaggiatore, previa valutazione medica.
Probiotici: Possono aiutare a ripristinare l'equilibrio della flora intestinale, accelerando il recupero, specialmente dopo diarree infettive o associate ad antibiotici.
Trattamento della causa sottostante: Nel caso di diarrea cronica, il trattamento mirerà alla gestione della condizione di base (es. farmaci per IBD, dieta priva di lattosio per intolleranza, gestione della sindrome dell'intestino irritabile).
Medico di Medicina Generale (MMG): Spesso il primo contatto per la diarrea acuta e per l'indirizzo iniziale in caso di diarrea cronica.
Gastroenterologo: Lo specialista di riferimento per la diagnosi e il trattamento delle cause di diarrea cronica o persistente, inclusi malassorbimento, IBD, IBS.
Infettivologo: Coinvolto in caso di diarree infettive complesse, specialmente quelle che richiedono antibiotici specifici o gestione di patogeni rari.
Dietologo/Nutrizionista: Utile per la gestione della dieta in caso di intolleranze alimentari, malassorbimento o per consigliare un regime alimentare che aiuti a gestire la diarrea cronica.
Pediatra: Per la gestione della diarrea nei bambini, che sono particolarmente vulnerabili alla disidratazione.
Farmacista: Fornisce consigli su farmaci da banco (SRO, antidiarroici) e probiotici.
Per la diarrea acuta, generalmente ci si rivolge al proprio medico di base o al pronto soccorso in caso di sintomi gravi di disidratazione. Per la diarrea cronica o complessa, che richiede una diagnosi e un trattamento specialistico, i centri di riferimento sono le unità di Gastroenterologia di ospedali universitari e grandi ospedali. Questi centri sono attrezzati per eseguire indagini diagnostiche approfondite e offrire terapie avanzate. Alcuni dei più rinomati includono:
Policlinico Universitario Agostino Gemelli (Roma): Unità di Gastroenterologia, con ampie competenze in tutte le patologie gastrointestinali, inclusi malassorbimento e IBD.
Ospedale San Raffaele (Milano): Centro di eccellenza per le malattie infiammatorie croniche intestinali e altri disturbi digestivi.
Azienda Ospedaliero Universitaria Pisana (Pisa): Dipartimento di Gastroenterologia, con ricerca e clinica avanzate.
Policlinico Sant'Orsola-Malpighi (Bologna): Unità di Gastroenterologia ed Epatologia, riconosciuta per la cura delle malattie intestinali.
Azienda Ospedaliero Universitaria Careggi (Firenze): Dipartimento di Gastroenterologia.
Ospedale Niguarda Ca' Granda (Milano): Unità di Gastroenterologia.
Azienda Ospedaliera Universitaria Federico II (Napoli): Dipartimento di Scienze Mediche Traslazionali, sezione di Gastroenterologia.
IRCCS Humanitas Research Hospital (Rozzano, Milano): Con un centro di eccellenza per le malattie infiammatorie croniche intestinali.
Ospedale Pediatrico Bambino Gesù (Roma): Per la gestione delle diarree complesse o croniche nei bambini.
È sempre consigliabile consultare il proprio medico di base, che potrà indirizzare al centro specialistico più appropriato in base alla specifica situazione clinica e alla localizzazione.
