Deiscenza della Ferita Sternotomica
Patologia
Disclaimer Medico: Le informazioni fornite in questa sezione hanno scopo puramente informativo.
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Cos'è:
La deiscenza della ferita sternotomica è la riapertura della ferita chirurgica sullo sterno dopo un intervento cardiaco o toracico. È una complicanza grave, spesso associata a infezione (mediastinite), che causa dolore, instabilità dello sterno e secrezioni, richiedendo un intervento medico e chirurgico urgente.
La sternotomia mediana è l'approccio chirurgico più comune per gli interventi a cuore aperto (es. bypass coronarico, sostituzione valvolare) o per altre procedure toraciche che richiedono l'accesso al mediastino. Dopo l'intervento, lo sterno viene riavvicinato e fissato con fili metallici (cerchiaggio sternale) per consentirne la guarigione. La deiscenza si verifica quando questa guarigione non avviene correttamente e i margini dello sterno si separano.
La deiscenza può essere classificata in base alla profondità e alla presenza di infezione:
Deiscenza superficiale: Coinvolge solo la pelle e il tessuto sottocutaneo, senza interessare lo sterno o il mediastino. Generalmente meno grave, ma può evolvere.
Deiscenza profonda (o instabilità sternale): Implica la separazione delle metà dello sterno, con o senza infezione.
Mediastinite: È la complicanza più grave e temuta. Si tratta di un'infezione del mediastino, lo spazio tra i polmoni che contiene il cuore e i grandi vasi. La mediastinite può essere acuta (insorgenza rapida, spesso entro 30 giorni dall'intervento) o cronica (insorgenza più tardiva). È una condizione con alta mortalità se non trattata tempestivamente.
La deiscenza sternale è un problema multifattoriale. La diagnosi si basa sull'esame clinico, sulla presenza dei sintomi sopra descritti e su esami strumentali come la radiografia del torace, la tomografia computerizzata (TC) del torace (per valutare l'entità della separazione sternale e la presenza di raccolte liquide o ascessi nel mediastino) e l'ecografia. In caso di sospetta infezione, vengono eseguiti prelievi colturali dalla ferita o dal mediastino per identificare il patogeno responsabile e guidare la terapia antibiotica.
I sintomi della deiscenza della ferita sternotomica possono manifestarsi in modo progressivo o improvviso e possono includere:
Dolore toracico: Aumento o insorgenza di dolore intenso e persistente allo sterno, spesso peggiorato dalla tosse, dagli starnuti o dai movimenti.
Separazione visibile della ferita: La ferita chirurgica appare aperta, con i bordi che si allontanano. Può essere una piccola apertura o una separazione estesa.
Secrezione dalla ferita:
Pus: Indicativo di infezione (mediastinite). La secrezione può essere giallastra, verdastra, maleodorante.
Siero o liquido ematico: Anche senza infezione conclamata, può esserci fuoriuscita di liquidi.Instabilità sternale: Sensazione di "scatto", "clic" o movimento dello sterno al tatto o durante la respirazione/movimento. Questo indica che le metà dello sterno non sono più saldamente unite.
Febbre e brividi: Segni di infezione sistemica.
Arrossamento e gonfiore intorno alla ferita.
Malessere generale, debolezza, astenia.
Difficoltà respiratorie: Se l'instabilità sternale o l'infezione compromettono la meccanica respiratoria.
Crepitio sottocutaneo: Sensazione di "scricchiolio" sotto la pelle, dovuto alla presenza di aria o gas.
Le cause della deiscenza della ferita sternotomica sono multifattoriali e possono essere legate a fattori del paziente, fattori intraoperatori e fattori post-operatori.
Fattori legati al paziente (Fattori di rischio):
Obesità: Aumenta la tensione sulla ferita e il rischio di infezione.
Diabete mellito: Compromette la guarigione delle ferite e aumenta il rischio di infezioni.
Malnutrizione: Carenze proteiche e vitaminiche influenzano negativamente la guarigione.
Malattie polmonari croniche (BPCO): Tosse cronica e sforzi respiratori aumentano la tensione sullo sterno.
Immunosoppressione: Pazienti con malattie autoimmuni, in terapia corticosteroidea o chemioterapica.
Insufficienza renale cronica.
Età avanzata.
Fumo di sigaretta: Compromette la microcircolazione e la guarigione.
Anemia.Fattori intraoperatori:
Tecnica chirurgica: Sternotomia non ottimale, fissazione sternale inadeguata (es. fili metallici non sufficienti o posizionati male), traumi eccessivi allo sterno.
Durata dell'intervento: Interventi molto lunghi.
Sanguinamento eccessivo: Che può portare alla formazione di ematomi.Fattori post-operatori:
Infezione: La causa più comune e grave. Può essere dovuta a contaminazione intraoperatoria o a infezioni nosocomiali. Lo Staphylococcus aureus è il patogeno più frequente.
Eccessiva tensione sulla ferita: Tosse intensa, starnuti, vomito, movimenti bruschi del torace.
Ematoma o sieroma: Accumulo di sangue o siero nella ferita, che crea un terreno fertile per i batteri e ostacola la guarigione.
Necrosi dei margini della ferita.
La prevenzione della deiscenza della ferita sternotomica è cruciale e inizia prima dell'intervento, continuando nel post-operatorio.
Ottimizzazione delle condizioni del paziente pre-operatorie:
Controllo del diabete: Mantenere livelli glicemici ottimali.
Sospensione del fumo: Almeno 2-4 settimane prima dell'intervento.
Miglioramento dello stato nutrizionale: Supplementi proteici se necessario.
Gestione delle malattie polmonari: Fisioterapia respiratoria pre-operatoria.
Controllo dell'obesità: Se possibile, perdita di peso.Tecnica chirurgica accurata:
Sternotomia precisa: Evitare traumi eccessivi ai margini dello sterno.
Emostasi rigorosa: Controllo del sanguinamento per prevenire ematomi.
Fissazione sternale adeguata: Utilizzo di un numero sufficiente di fili metallici (o altri sistemi di fissazione) e posizionamento corretto per garantire stabilità.
Chiusura dei tessuti molli a strati: Per eliminare spazi morti.Prevenzione delle infezioni (profilassi):
Antibiotici profilattici: Somministrati prima dell'intervento.
Igiene rigorosa: Preparazione della cute, ambiente chirurgico sterile.
Controllo della glicemia intra e post-operatoria.Gestione post-operatoria:
Controllo del dolore e della tosse: Per ridurre la tensione sulla ferita.
Supporto respiratorio: Per migliorare la ventilazione e ridurre la necessità di tosse violenta.
Mobilizzazione precoce: Per migliorare la circolazione e la funzione polmonare.
Monitoraggio attento della ferita: Per rilevare precocemente segni di infezione o instabilità.
Igiene della ferita: Medicazioni appropriate.
Il trattamento della deiscenza della ferita sternotomica è complesso e richiede un approccio multidisciplinare, spesso con interventi chirurgici urgenti.
Trattamento conservativo (in casi molto selezionati):
Medicazioni avanzate: Per deiscenze superficiali e non infette.
Terapia a pressione negativa (VAC therapy): Utilizzo di un sistema che applica una pressione negativa continua sulla ferita per favorire la guarigione, ridurre l'edema e rimuovere le secrezioni. Utile per preparare la ferita alla chiusura chirurgica.
Antibiotici: In caso di infezione, terapia antibiotica mirata in base all'antibiogramma.Trattamento chirurgico: È quasi sempre necessario, specialmente in caso di deiscenza profonda o mediastinite.
Debridement chirurgico: Rimozione di tutti i tessuti necrotici, infetti o non vitali. Fondamentale per controllare l'infezione.
Irrigazione e drenaggio: Lavaggio abbondante della ferita e posizionamento di drenaggi per rimuovere pus e liquidi.
Rifissazione sternale: Se lo sterno è separato, si tenta di riunirlo nuovamente. Possono essere utilizzati nuovi fili metallici, placche e viti, o sistemi di fissazione più complessi.
Ricostruzione con lembi muscolari: In caso di ampie perdite di tessuto o infezioni persistenti, si possono utilizzare lembi di muscolo (es. muscolo grande pettorale, muscolo retto dell'addome) per coprire il difetto sternale e fornire tessuto vascolarizzato che aiuta a combattere l'infezione e a favorire la guarigione.
Sternectomia parziale o totale: In casi estremi di infezione non controllabile o distruzione ossea, può essere necessaria la rimozione di parte o di tutto lo sterno, seguita da una complessa ricostruzione.
La gestione post-operatoria include terapia antibiotica prolungata, gestione del dolore, supporto nutrizionale e riabilitazione.
La gestione di una deiscenza sternotomica richiede un team multidisciplinare:
Cardiochirurgo/Chirurgo toracico: È lo specialista che ha eseguito l'intervento iniziale e che sarà il principale responsabile della gestione chirurgica della deiscenza.
Infettivologo: Fondamentale per la diagnosi e la gestione della terapia antibiotica in caso di infezione.
Chirurgo Plastico Ricostruttivo: Spesso coinvolto per la chiusura del difetto sternale con lembi muscolari, specialmente in casi complessi o di infezione persistente.
Anestesista/Rianimatore: Per la gestione del paziente in terapia intensiva, il controllo del dolore e il supporto respiratorio.
Microbiologo: Per l'identificazione dei patogeni e l'antibiogramma.
Fisioterapista respiratorio: Per la gestione delle complicanze polmonari e il recupero della funzione respiratoria.
Infermieri specializzati: Per la cura della ferita, la somministrazione delle terapie e il monitoraggio.
Nutrizionista: Per ottimizzare lo stato nutrizionale del paziente, cruciale per la guarigione.
La deiscenza della ferita sternotomica, in particolare se complicata da mediastinite, è una condizione estremamente grave che richiede il ricovero in centri di altissima specializzazione con esperienza in chirurgia cardiaca/toracica, chirurgia plastica ricostruttiva e terapia intensiva. Questi centri devono avere la capacità di gestire complicanze complesse e offrire un approccio multidisciplinare.
I migliori centri in Italia per la gestione di questa patologia sono generalmente i grandi ospedali universitari o gli istituti di ricerca e cura a carattere scientifico (IRCCS) con un'eccellente reputazione in cardiochirurgia e chirurgia toracica.
Alcuni esempi includono:
Policlinico Universitario Agostino Gemelli IRCCS (Roma): Vanta un'ottima Cardiochirurgia e Chirurgia Toracica, con supporto di Chirurgia Plastica e Terapia Intensiva di alto livello.
Ospedale San Raffaele (Milano): Dipartimento di Cardiochirurgia e Chirurgia Toracica tra i più rinomati, con eccellenti unità di Terapia Intensiva e Chirurgia Plastica.
Centro Cardiologico Monzino IRCCS (Milano): Istituto altamente specializzato in cardiologia e cardiochirurgia, con grande esperienza nella gestione delle complicanze.
A.O.U. Careggi (Firenze) – Cardiochirurgia e Chirurgia Toracica: Centro di riferimento regionale con competenze avanzate.
Policlinico Sant'Orsola-Malpighi (Bologna): Unità di Cardiochirurgia e Chirurgia Toracica con vasta esperienza.
Azienda Ospedaliero Universitaria di Padova – Cardiochirurgia: Riconosciuta per la sua attività clinica e di ricerca.
Ospedale Papa Giovanni XXIII (Bergamo): Cardiochirurgia di alto volume e competenza.
La scelta del centro dipende anche dalla disponibilità di un team di chirurghi plastici esperti in lembi muscolari per la ricostruzione toracica, che è spesso fondamentale in questi casi. È sempre consigliabile affidarsi al cardiochirurgo che ha eseguito l'intervento o a un centro di riferimento per la cardiochirurgia, che saprà indirizzare al meglio il paziente.
