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Cicatrici Cheloidee

Patologia

Disclaimer Medico: Le informazioni fornite in questa sezione hanno scopo puramente informativo.

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Cos'è:

Una cicatrice cheloidea è un tipo di cicatrice anomala caratterizzata da una crescita eccessiva di tessuto fibroso che si estende oltre i bordi della ferita originale. A differenza delle cicatrici ipertrofiche, i cheloidi invadono il tessuto sano circostante e tendono a recidivare dopo la rimozione.

  • Il cheloide è una reazione esagerata e anomala del processo di guarigione della pelle in seguito a un trauma o a un'infiammazione. Quando il derma (lo strato intermedio della pelle) viene danneggiato, il corpo avvia un processo di riparazione che coinvolge la produzione di collagene, una proteina strutturale. Nelle persone predisposte a sviluppare cheloidi, questo processo è disregolato: i fibroblasti (le cellule che producono collagene) proliferano in modo incontrollato e producono una quantità eccessiva di collagene, molto più del necessario per riparare la ferita. Il risultato è una massa di tessuto cicatriziale che non solo riempie la ferita, ma si espande attivamente e in modo aggressivo nei tessuti circostanti sani, creando una lesione rilevata, dura e spesso di colore diverso dalla pelle normale. I cheloidi possono comparire mesi o anche anni dopo la lesione iniziale e possono continuare a crescere per un lungo periodo. Sono distinti dalle cicatrici ipertrofiche, che pur essendo rilevate e rosse, rimangono confinate all'area della ferita originale e tendono a migliorare spontaneamente nel tempo, cosa che i cheloidi raramente fanno. La loro tendenza a recidivare, anche dopo la rimozione chirurgica, li rende una sfida terapeutica. Non sono pericolosi dal punto di vista medico (non sono maligni), ma possono causare notevole disagio fisico ed estetico.

  • I sintomi delle cicatrici cheloidee sono prevalentemente legati al loro aspetto e alle sensazioni fisiche che possono provocare. Si distinguono nettamente dalle cicatrici normali o ipertrofiche:
    Crescita Esagerata: Sono cicatrici in rilievo, dure e gommose, che si espandono oltre i margini originali della ferita, invadendo il tessuto sano circostante. Questo è il segno distintivo del cheloide.
    Colore: Inizialmente possono essere rosse o violacee, tendendo poi a scurirsi (iperpigmentazione) o a diventare più chiare (ipopigmentazione) rispetto alla pelle circostante, o a presentare un colore più scuro ai bordi e più chiaro al centro.
    Texture e Consistenza: Sono lisce e lucide al tatto, o a volte rugose, ma sempre con una consistenza soda e gommosa.
    Forma e Dimensione: Possono assumere forme irregolari (rotonde, ovali, oblunghe) e dimensioni variabili, crescendo progressivamente nel tempo.
    Prurito: È un sintomo molto comune e spesso intenso, che può causare disagio significativo.
    Dolore o Sensibilità: Possono essere dolorose o estremamente sensibili al tatto, con una sensazione di bruciore o disagio, specialmente durante la crescita. Il dolore può persistere anche dopo che la cicatrice ha smesso di crescere.
    Limitazione Funzionale: Se si formano su o vicino a un'articolazione (es. ginocchio, gomito, spalla), possono limitare il movimento completo e causare irritazione durante il movimento.
    Impatto Psicosociale: A causa del loro aspetto prominente e della loro visibilità, i cheloidi possono avere un impatto significativo sull'autostima e sul benessere psicologico del paziente, causando ansia, depressione o isolamento sociale.

  • La causa esatta della formazione dei cheloidi non è completamente compresa, ma è il risultato di una guarigione anomala delle ferite, caratterizzata da un'eccessiva produzione di collagene. I fattori che contribuiscono includono:
    Predisposizione Genetica: È il fattore di rischio più importante. Le persone con una storia familiare di cheloidi sono molto più propense a svilupparli.
    Etnia: I cheloidi sono significativamente più comuni nelle persone con pelle scura (afro-americani, ispanici, asiatici) rispetto ai caucasici.
    Localizzazione Anatomica: Alcune aree del corpo sono più a rischio di sviluppare cheloidi a causa della maggiore tensione cutanea o del movimento costante. Queste includono: il petto (sterno), le spalle, il collo, il lobo dell'orecchio (dopo piercing), la schiena e le estremità inferiori.
    Tipo di Trauma: Qualsiasi lesione cutanea che penetri il derma può scatenare un cheloide. Questo include:
    Ferite chirurgiche: Incisioni per interventi.
    Traumi cutanei: Tagli, abrasioni profonde, punture (es. piercing, tatuaggi), morsi di insetti.
    Ustioni: Specialmente quelle di secondo o terzo grado.
    Acne grave, varicella, follicolite: Infiammazioni cutanee profonde.
    Vaccinazioni: In rari casi, nel sito di iniezione.
    Infezione della Ferita: Un'infezione o un'infiammazione prolungata nella ferita può aumentare il rischio.
    Tensione della Ferita: Le ferite sottoposte a maggiore tensione durante la guarigione tendono a formare cheloidi.
    Età: Sono più comuni tra i 10 e i 30 anni, meno frequenti nei bambini molto piccoli e negli anziani.

  • La prevenzione delle cicatrici cheloidee è cruciale, specialmente in individui a rischio. Non è sempre possibile evitarle, ma si possono ridurre significativamente le probabilità di formazione e la loro gravità:
    Identificazione dei Soggetti a Rischio: Le persone con una storia personale o familiare di cheloidi dovrebbero essere particolarmente attente.
    Minimizzazione dei Traumi Cutanei Non Necessari: Evitare piercing (soprattutto su orecchie, sterno), tatuaggi, o interventi estetici non indispensabili se si ha una predisposizione.
    Tecniche Chirurgiche Attente: In caso di interventi chirurgici, è importante che il chirurgo utilizzi tecniche atraumatiche, minimizzando la tensione sui margini della ferita e scegliendo le linee di incisione appropriate.
    Gestione Aggressiva delle Ferite Post-Chirurgiche/Traumatiche:
    Compressione e Silicone:
    Applicazione precoce (non appena la ferita è chiusa, solitamente dopo 2-4 settimane) e prolungata (per mesi) di cerotti/gel di silicone o indumenti compressivi sulle aree a rischio o sulle cicatrici in formazione.
    Iniezioni di Corticosteroidi: In alcuni casi, il medico può considerare infiltrazioni preventive di corticosteroidi nelle ferite in via di guarigione in soggetti ad alto rischio.
    Protezione Solare: Proteggere la cicatrice dal sole con creme ad alto SPF o abbigliamento per evitare iperpigmentazione e infiammazione.
    Controllo dell'Acne e delle Infezioni Cutanee: Trattare tempestivamente l'acne grave e le infezioni cutanee per prevenire lesioni profonde che potrebbero scatenare cheloidi.

  • Il trattamento delle cicatrici cheloidee è spesso complesso e richiede un approccio multimodale, data la loro tendenza a recidivare. L'obiettivo è ridurre le dimensioni del cheloide, alleviare i sintomi e migliorare l'aspetto estetico. Spesso, si utilizzano terapie combinate.
    Infiltrazioni di Corticosteroidi: Farmaci steroidei (es. triamcinolone acetonide) vengono iniettati direttamente nella cicatrice per ridurre l'infiammazione, la proliferazione dei fibroblasti e l'eccesso di collagene. Sono il trattamento di prima linea e richiedono sedute multiple.
    Fogli di Silicone (Gel o Cerotti): Sono tra i trattamenti più raccomandati. Applicati per ore al giorno per mesi, aiutano a idratare, ammorbidire, appiattire e ridurre il rossore della cicatrice, agendo con un meccanismo di occlusione e pressione.
    Terapia Compressiva: Indumenti compressivi o tutori customizzati che esercitano pressione costante sulla cicatrice. Utili specialmente per cheloidi estesi o in aree ad alta tensione, da indossare per mesi.
    Crioterapia: Congelamento del cheloide con azoto liquido. Distrugge le cellule e può appiattire la cicatrice. Richiede più sedute e può causare ipopigmentazione.
    Laser Terapia:
    Laser vascolari (es. Dye Laser):
    Utili per ridurre il rossore e il prurito del cheloide, agendo sui vasi sanguigni.
    Laser ablativi frazionati (es. CO2 frazionato): Possono essere usati per appiattire la superficie del cheloide e favorire la penetrazione di altri farmaci.
    Chirurgia: La rimozione chirurgica è spesso usata per cheloidi di grandi dimensioni o che non rispondono ad altre terapie, ma va quasi sempre associata a terapie adiuvanti (come infiltrazioni di cortisone, radioterapia o fogli di silicone) a causa dell'altissimo rischio di recidiva. La sola escissione è sconsigliata.
    Radioterapia (Brachiterapia o Radioterapia Esterna): Bassa dose di radiazioni applicata immediatamente dopo l'escissione chirurgica per prevenire la recidiva. È una terapia molto efficace, ma usata con cautela per il potenziale rischio di effetti a lungo termine.
    Iniezioni di 5-Fluorouracile (5-FU) o Bleomicina: Farmaci chemioterapici iniettati direttamente nella cicatrice per inibire la crescita cellulare. Usati per cheloidi resistenti.
    Interferone: Iniezioni di interferone alfa, beta o gamma, possono ridurre la produzione di collagene e sono usate in casi selezionati.

  • La gestione delle cicatrici cheloidee richiede un approccio multidisciplinare e specialistico:

    • Dermatologo: È lo specialista di riferimento per la diagnosi, la gestione medica (infiltrazioni, crioterapia, laser) e la pianificazione del percorso terapeutico.

    • Chirurgo Plastico e Ricostruttivo: Essenziale per l'escissione chirurgica dei cheloidi, spesso in combinazione con terapie adiuvanti per prevenire le recidive. La sua competenza è cruciale per una gestione ottimale.

    • Radioterapista Oncologo: Coinvolto in caso di necessità di radioterapia post-chirurgica per i cheloidi recidivanti o particolarmente resistenti.

    • Medico Estetico: Può offrire trattamenti coadiuvanti e di mantenimento, spesso con laser o altre tecnologie.

    • Fisiatra/Fisioterapista: Per cheloidi che limitano il movimento o che richiedono riabilitazione funzionale.

    • Psicologo: Importante per il supporto psicologico ai pazienti che soffrono dell'impatto emotivo e sociale dei cheloidi, specialmente se molto visibili.

  • Il trattamento dei cheloidi, data la loro complessità e la tendenza alla recidiva, è più efficace in centri di riferimento con esperienza specifica nel campo della dermatologia e della chirurgia plastica/ricostruttiva, dove è disponibile un approccio multidisciplinare e le tecnologie più avanzate.

    Ecco alcuni dei principali centri in Italia riconosciuti per l'eccellenza nella gestione delle cicatrici, inclusi i cheloidi:

    • IRCCS Ospedale San Gallicano (Roma): È un Istituto Dermatologico di riferimento nazionale, con un'ampia esperienza e l'accesso a diverse modalità terapeutiche per le cicatrici patologiche, inclusi laser e trattamenti combinati.

    • IRCCS Ospedale San Raffaele (Milano): Il Dipartimento di Dermatologia e l'Unità di Chirurgia Plastica e Ricostruttiva offrono un'elevata competenza nel trattamento delle cicatrici complesse, con accesso a tecnologie laser avanzate e un approccio multidisciplinare.

    • Policlinico Universitario "Agostino Gemelli" (Roma): Il Dipartimento di Dermatologia e quello di Chirurgia Plastica e Ricostruttiva sono centri di riferimento per la diagnosi e il trattamento dei cheloidi.

    • Istituto Europeo di Oncologia (IEO) (Milano): Sebbene focalizzato sull'oncologia, il Dipartimento di Chirurgia Plastica e Ricostruttiva ha una vasta esperienza nella gestione delle cicatrici complesse post-chirurgiche, inclusi i cheloidi.

    • Azienda Ospedaliero-Universitaria Careggi (Firenze): La Clinica Dermatologica e la Chirurgia Plastica sono punti di riferimento regionali e nazionali per il trattamento delle cicatrici.

    Quando si cerca un centro, è importante verificare che offra un approccio combinato (es. chirurgia + radioterapia o infiltrazioni) e che abbia esperienza specifica nel trattamento dei cheloidi, data la loro natura recidivante. Si consiglia sempre di consultare il proprio medico di medicina generale o un dermatologo per una prima valutazione e l'indirizzo verso lo specialista o il centro più appropriato per il proprio caso.

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