top of page

Asfissia Perinatale

Patologia

Disclaimer Medico: Le informazioni fornite in questa sezione hanno scopo puramente informativo.

Condividi con

Cos'è:

L'asfissia perinatale è una condizione di mancanza di ossigeno e flusso sanguigno insufficiente al feto o al neonato, che si verifica intorno al momento della nascita. Può causare danni a organi vitali, in particolare al cervello, e richiede un intervento medico immediato.

  • L'asfissia perinatale è il risultato di un'interruzione o una riduzione significativa dell'apporto di ossigeno e nutrienti ai tessuti del feto o del neonato, accompagnata da una ridotta rimozione dei prodotti di scarto metabolici. Questo porta a una condizione di ipossia (carenza di ossigeno), ipercapnia (eccesso di anidride carbonica) e acidosi metabolica.

    Le cause possono essere molteplici e verificarsi in diverse fasi:

    • Cause prenatali (durante la gravidanza):
      Insufficienza placentare:
      La placenta non funziona correttamente, riducendo l'apporto di sangue e ossigeno al feto (es. preeclampsia grave, ritardo di crescita intrauterino).
      Distacco di placenta: La placenta si stacca prematuramente dalla parete uterina.
      Prolasso del cordone ombelicale: Il cordone ombelicale scivola prima della testa del bambino, comprimendosi.
      Anemie fetali gravi.
      Malattie materne:
      Diabete, ipertensione, infezioni gravi.

    • Cause intrapartum (durante il parto):
      Compressione del cordone ombelicale:
      A causa di un nodo, avvolgimento intorno al collo o compressione durante le contrazioni.
      Travaglio prolungato o ostruito: Che causa stress e ipossia al feto.
      Emorragia materna o fetale.
      Rottura uterina.

    • Cause postnatali (subito dopo la nascita):
      Problemi respiratori nel neonato:
      Immaturità polmonare (nei prematuri), ostruzione delle vie aeree, infezioni polmonari.
      Cardiopatie congenite gravi.
      Grave anemia neonatale.

    Il danno maggiore si verifica a livello del sistema nervoso centrale, portando all'encefalopatia ipossico-ischemica (EII). L'EII è classificata in lieve, moderata e grave in base ai sintomi neurologici e ai risultati di esami come l'elettroencefalogramma (EEG) e la risonanza magnetica (RM) cerebrale. Il cervello è particolarmente vulnerabile alla mancanza di ossigeno. Tuttavia, anche altri organi possono essere compromessi, come i reni (insufficienza renale acuta), il cuore (disfunzione miocardica), i polmoni (ipertensione polmonare persistente), il fegato e il sistema gastrointestinale.

    La diagnosi si basa su:

    • Criteri clinici: Punteggio di Apgar basso e persistente, necessità di rianimazione, presenza di sintomi neurologici.

    • Esami del sangue: Gasanalisi del sangue del cordone ombelicale (o del neonato) che mostrano acidosi metabolica severa.

    • Monitoraggio strumentale: EEG per valutare l'attività cerebrale, RM cerebrale per visualizzare eventuali danni cerebrali.

    • Valutazione multi-organo: Esami per monitorare la funzione renale, cardiaca, epatica.

  • I sintomi dell'asfissia perinatale possono variare in base alla gravità e all'organo più colpito, ma spesso sono evidenti immediatamente alla nascita o nelle prime ore di vita. I segni più comuni includono:

    • Difficoltà respiratorie gravi: Il neonato può non iniziare a respirare spontaneamente, avere respiro debole o irregolare (gasping), o necessitare di rianimazione.

    • Bradicardia: Frequenza cardiaca inferiore al normale (meno di 100 battiti al minuto).

    • Tono muscolare flaccido (ipotonia): Il neonato appare "molle", senza la normale tonicità.

    • Colore della pelle bluastro o pallido (cianosi o pallore): Indicativo di scarsa ossigenazione.

    • Bassa risposta agli stimoli: Il neonato è iporeattivo o non risponde affatto.

    • Punteggio di Apgar basso: Un punteggio Apgar (valutato a 1, 5 e 10 minuti dopo la nascita) persistentemente basso (inferiore a 7) è un indicatore di stress o asfissia.

    • Sintomi neurologici (encefalopatia ipossico-ischemica - EII): Nelle forme moderate o gravi, possono manifestarsi irritabilità, ipereccitabilità, letargia, convulsioni, alterazioni del livello di coscienza, anomalie del riflesso di suzione o deglutizione.

    • Disfunzioni di altri organi: Problemi renali (oliguria o anuria), problemi epatici, problemi gastrointestinali (enterocolite necrotizzante), disfunzione cardiaca o emorragia polmonare.

  • Le cause dell'asfissia perinatale sono numerose e possono verificarsi in diversi momenti del periodo perinatale:

    1. Cause Antenatali (prima del travaglio):

    • Insufficienza placentare cronica: La placenta non fornisce abbastanza ossigeno e nutrienti al feto per un lungo periodo (es. pre-eclampsia grave, ritardo di crescita intrauterino).

    • Distacco di placenta: La placenta si separa prematuramente dall'utero, compromettendo gravemente l'apporto di ossigeno.

    • Problemi al cordone ombelicale: Nodo vero, prolasso del cordone, compressione del cordone.

    • Malattie materne: Diabete non controllato, ipertensione grave, anemia grave, infezioni materne.

    • Malformazioni fetali: Problemi cardiaci o polmonari congeniti che limitano la capacità del feto di tollerare lo stress del parto.

    2. Cause Intraparto (durante il travaglio e il parto):

    • Compressione del cordone ombelicale: Durante le contrazioni o per un prolasso.

    • Contrazioni uterine eccessive o prolungate: Possono ridurre il flusso sanguigno alla placenta e al feto.

    • Parto prolungato o ostruito: Aumenta lo stress sul feto.

    • Presentazioni anomale del feto: (es. podalica) che possono complicare il parto.

    • Emorragia materna o fetale: Una grave perdita di sangue che riduce l'apporto di ossigeno.

    3. Cause Postnatali (immediatamente dopo la nascita):

    • Difficoltà respiratorie del neonato: Impossibilità di iniziare o mantenere una respirazione efficace (es. a causa di immaturità polmonare nei prematuri, aspirazione di meconio o infezioni).

    • Gravi anomalie cardiache o polmonari congenite: Che impediscono un'adeguata ossigenazione dopo la nascita.

    • Shock settico: Infezione grave nel neonato.

  • La prevenzione dell'asfissia perinatale è cruciale e si concentra sulla sorveglianza attenta della gravidanza e del parto, nonché sulla prontezza di intervento in caso di emergenza:

    • Cura Prenatale Adeguata:
      Visite mediche regolari:
      Monitorare la salute della madre e la crescita e il benessere del feto.
      Gestione delle condizioni materne: Controllo rigoroso di diabete, ipertensione e altre patologie croniche.
      Identificazione precoce di gravidanze a rischio: Pazienti con rischio elevato (es. pluripare con precedenti distacchi di placenta) devono essere monitorate più attentamente.

    • Monitoraggio Attento del Travaglio e del Parto:
      Monitoraggio fetale continuo:
      Utilizzo di cardiotocografia per valutare il battito cardiaco fetale e le contrazioni uterine, identificando segni di sofferenza fetale.
      Riconoscimento e gestione precoce delle complicanze: Essere pronti a intervenire in caso di distacco di placenta, prolasso del cordone, o anomalie del battito cardiaco fetale.
      Tempestività nel ricorso al taglio cesareo: Quando il benessere fetale è compromesso e il parto vaginale non è sicuro o troppo lento.

    • Preparazione per la Rianimazione Neonatale:
      Personale qualificato:
      Assicurarsi che il personale presente al parto sia formato e pronto per la rianimazione neonatale avanzata (Neonatal Resuscitation Program - NRP).
      Attrezzature adeguate: Avere a disposizione e in funzione tutti gli strumenti necessari per la rianimazione (es. ventilatore, ossigeno, farmaci).

    • Evitare Fumo e Alcol in Gravidanza: Queste sostanze possono compromettere lo sviluppo placentare e fetale, aumentando il rischio di complicanze.

    • Interventi Specifici in Casi Selezionati:
      Corticosteroidi prenatali:
      Per madri a rischio di parto pretermine, per accelerare la maturazione polmonare del feto e ridurre il rischio di distress respiratorio.

  • Il trattamento dell'asfissia perinatale è un'emergenza e richiede un intervento rapido e multidisciplinare. L'obiettivo principale è minimizzare il danno agli organi, in particolare al cervello.


    Trattamenti Immediati (Rianimazione alla Nascita):

    • Rianimazione neonatale: Le linee guida internazionali prevedono una serie di passaggi standardizzati (ventilazione a pressione positiva, massaggio cardiaco, somministrazione di farmaci) per stabilizzare il neonato, ristabilire la respirazione e la frequenza cardiaca.

    Trattamenti Specifici per l'Encefalopatia Ipossico-Ischemica (EII):

    • Ipotermia terapeutica (Raffreddamento): Questa è la terapia standard per i neonati con EII moderata o grave, se iniziata entro 6 ore dalla nascita e mantenuta per 72 ore. Consiste nel raffreddare delicatamente la temperatura corporea del neonato a circa 33.5∘C . L'ipotermia rallenta il metabolismo cerebrale e riduce il danno neuronale secondario che si verifica dopo l'evento ipossico. È una terapia complessa che richiede un monitoraggio intensivo in terapia intensiva neonatale.

    • Supporto multiorgano:
      Supporto respiratorio:
      Ventilazione meccanica, ossigenoterapia.
      Supporto cardiovascolare: Farmaci per mantenere la pressione sanguigna e la funzione cardiaca.
      Gestione dei liquidi e degli elettroliti: Per supportare la funzione renale.
      Nutrizione: Spesso somministrata per via endovenosa inizialmente.
      Controllo delle convulsioni: Farmaci anticonvulsivanti se presenti.
      Gestione delle complicanze: Trattamento specifico per disfunzioni renali, epatiche, ecc.

    Trattamento a Lungo Termine e Riabilitazione:

    • Monitoraggio dello sviluppo neurologico: I neonati che hanno subito asfissia, anche se trattati, necessitano di un follow-up a lungo termine per valutare lo sviluppo neurologico, cognitivo e motorio.

    • Riabilitazione: Fisioterapia, terapia occupazionale, logopedia e supporto psicomotorio sono fondamentali per aiutare il bambino a raggiungere il massimo potenziale di sviluppo e gestire eventuali disabilità (es. paralisi cerebrale infantile, disturbi cognitivi, epilessia) che possono manifestarsi.

  • La gestione dell'asfissia perinatale richiede un team multidisciplinare che lavora in modo coordinato, spesso in un contesto di emergenza:

    • Ginecologo/Ostetrico: Monitora la gravidanza e il travaglio, individua i segni di sofferenza fetale e prende decisioni cruciali riguardo al parto (induzione, taglio cesareo).

    • Neonatologo: È lo specialista di riferimento per il neonato. È presente al parto in casi a rischio o di asfissia conclamata per eseguire la rianimazione neonatale, stabilizzare il neonato, gestire la terapia di supporto e diagnosticare eventuali danni. Decide l'eleggibilità e gestisce l'ipotermia terapeutica.

    • Infermieri di Sala Parto e Neonatali: Assistono il ginecologo e il neonatologo, monitorano la madre e il neonato, preparano le attrezzature e supportano la rianimazione e le cure post-natali.

    • Anestesista: Coinvolto in caso di taglio cesareo d'urgenza o per fornire assistenza anestesiologica durante la rianimazione e le procedure.

    • Radiologo Pediatrico: Esegue e interpreta esami di imaging come ecografie cerebrali, risonanza magnetica (RM) dell'encefalo per valutare l'entità del danno cerebrale ipossico-ischemico nel neonato.

    • Neurologo Pediatrico: Collabora con il neonatologo nella diagnosi e nel monitoraggio delle complicanze neurologiche a lungo termine, gestisce eventuali convulsioni e imposta il follow-up neurologico.

    • Fisiatra / Neuropsichiatra Infantile / Fisioterapista: Essenziali per la riabilitazione a lungo termine dei bambini con esiti neurologici da asfissia, come paralisi cerebrale. Aiutano a migliorare lo sviluppo motorio e cognitivo.

    • Oculista Pediatrico e Audiologo: Per lo screening e la gestione di eventuali problemi visivi o uditivi che possono essere complicanze dell'asfissia.

    • Genetista: In alcuni casi, può essere coinvolto per escludere o diagnosticare condizioni genetiche sottostanti che potrebbero aver contribuito all'asfissia.

  • La gestione dell'asfissia perinatale e dell'encefalopatia ipossico-ischemica (EII) richiede centri di altissima specializzazione, dotati di Terapie Intensive Neonatali (TIN) di terzo livello, con équipe multidisciplinari esperte nella rianimazione neonatale, nella gestione dell'ipotermia terapeutica e nel follow-up a lungo termine.

    È fondamentale che i bambini nati con sospetta o accertata asfissia perinatale vengano trasferiti, se non nati direttamente, in questi centri specializzati. La scelta del "miglior" centro dipenderà dalla regione di residenza, dalla disponibilità di posti e dalla specifica situazione clinica.

    Ecco alcuni dei principali centri di riferimento in Italia per la neonatologia e le terapie intensive neonatali di terzo livello, con esperienza nella gestione dell'asfissia perinatale:

    • Ospedale Pediatrico Bambino Gesù (Roma): Uno dei più grandi e riconosciuti ospedali pediatrici in Europa, con una TIN di eccellenza.

    • Policlinico Universitario Agostino Gemelli IRCCS (Roma): Vanta una TIN di alto livello con programmi di raffreddamento terapeutico e follow-up neurologico.

    • Ospedale San Raffaele (Milano): Un centro di riferimento con una TIN all'avanguardia.

    • Fondazione IRCCS Ca' Granda Ospedale Maggiore Policlinico (Milano): La Clinica Mangiagalli è un centro storico e di eccellenza per la nascita e la cura del neonato, inclusa la TIN.

    • Ospedale dei Bambini Vittore Buzzi (Milano): Specializzato nella cura dei bambini, con una TIN altamente qualificata.

    • Azienda Ospedaliero Universitaria Meyer (Firenze): Ospedale pediatrico di riferimento con una solida esperienza in neonatologia critica.

    • Ospedale Sant'Anna (Torino) - Città della Salute e della Scienza di Torino: Centro di riferimento per la nascita e le patologie neonatali.

    • Azienda Ospedaliero Universitaria di Padova: La Patologia e Terapia Intensiva Neonatale è un centro di eccellenza.

    • Policlinico Sant'Orsola-Malpighi (Bologna): Con una TIN altamente specializzata.

    • Ospedale Gaslini (Genova): Ospedale pediatrico di rilievo nazionale e internazionale, con una TIN all'avanguardia.

    Questi centri rappresentano punti di eccellenza e sono spesso coinvolti anche nella ricerca clinica sull'asfissia perinatale e le sue complicanze. È fondamentale che la decisione sul centro più appropriato sia presa in accordo con l'équipe medica curante.

Pagina Precedente
Pagina successiva
bottom of page