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Artrosi

Patologia

Disclaimer Medico: Le informazioni fornite in questa sezione hanno scopo puramente informativo.

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Cos'è:

L'artrosi è una malattia cronica e degenerativa che comporta l'usura e la progressiva perdita della cartilagine articolare. Questo causa dolore, rigidità e limitazione dei movimenti, soprattutto in articolazioni come ginocchia, anche, mani e colonna vertebrale. Non è una malattia infiammatoria in origine, ma piuttosto legata all'invecchiamento e a fattori di stress meccanico. La gestione mira ad alleviare i sintomi e migliorare la funzione.

  • L'artrosi è una patologia che affligge milioni di persone, in particolare con l'avanzare dell'età. Sebbene sia spesso associata all'invecchiamento, non è solo una conseguenza inevitabile dell'età, ma è influenzata da una combinazione di fattori. La sua natura è degenerativa: la cartilagine si deteriora progressivamente, perdendo la sua elasticità e capacità di ammortizzare gli urti. Questo porta a un maggiore attrito tra le ossa, che reagiscono formando osteofiti (speroni ossei) e modificando la propria struttura. Anche la membrana sinoviale può infiammarsi secondariamente (sinovite), contribuendo al dolore e al gonfiore.

    Cause e Fattori di Rischio:Si distinguono due forme principali di artrosi:

    1. Artrosi Primaria (o idiopatica): Non ha una causa specifica identificabile e si ritiene sia dovuta a una combinazione di fattori genetici e all'usura legata all'invecchiamento. Spesso coinvolge più articolazioni (artrosi generalizzata).

    2. Artrosi Secondaria: Insorge in seguito a una causa specifica che danneggia l'articolazione:
      Età avanzata: È il fattore di rischio più importante. La capacità della cartilagine di ripararsi diminuisce con l'età.
      Sovrappeso e obesità: Aumentano significativamente il carico sulle articolazioni portanti (ginocchia, anche, colonna vertebrale), accelerando l'usura cartilaginea.
      Traumi o lesioni articolari precedenti: Fratture, lussazioni, lesioni meniscali o legamentose possono alterare la meccanica articolare e predisporre all'artrosi (artrosi post-traumatica).
      Stress meccanico ripetuto: Attività professionali che richiedono movimenti ripetitivi o carichi pesanti sulle articolazioni (es. minatori, atleti, operai) possono aumentare il rischio.
      Deformità articolari o anomalie congenite: Malformazioni presenti dalla nascita o sviluppatesi in età precoce (es. displasia dell'anca) possono alterare la distribuzione del carico.
      Malattie infiammatorie croniche: Patologie come l'artrite reumatoide o la gotta, sebbene diverse dall'artrosi, possono danneggiare la cartilagine e predisporre allo sviluppo secondario di artrosi.
      Familiarità: Esiste una predisposizione genetica, soprattutto per l'artrosi di mani e anche.
      Sesso: Dopo i 50 anni, l'artrosi è più comune nelle donne, in parte a causa dei cambiamenti ormonali legati alla menopausa.

    La diagnosi dell'artrosi si basa sulla combinazione di:

    • Anamnesi e Esame Obiettivo: Il medico valuta i sintomi, la loro durata, le articolazioni colpite, la presenza di rigidità mattutina e di fattori di rischio.

    • Radiografie: Sono l'esame principale per confermare la diagnosi. Mostrano l'assottigliamento dello spazio articolare (segno di perdita cartilaginea), la presenza di osteofiti, la sclerosi dell'osso subcondrale e talvolta cisti ossee.

    • Esami del sangue: Non esiste un test del sangue specifico per l'artrosi. Tuttavia, possono essere eseguiti per escludere altre forme di artrite (es. test per il fattore reumatoide o anti-CCP per l'artrite reumatoide) o per valutare l'infiammazione (VES, PCR, che nell'artrosi sono solitamente normali o solo lievemente aumentati).

    • Risonanza Magnetica (RM): Può essere utile in casi selezionati per visualizzare meglio i tessuti molli, la cartilagine e il midollo osseo, o per escludere altre patologie.

  • I sintomi dell'artrosi si sviluppano gradualmente e tendono a peggiorare nel tempo. Dipendono dall'articolazione colpita e dalla gravità del danno cartilagineo.

    • Dolore articolare: È il sintomo principale.
      Inizialmente, il dolore si manifesta con l'uso o il carico dell'articolazione (es. camminando, salendo le scale) e migliora con il riposo.
      Nelle fasi più avanzate, il dolore può diventare persistente, presentandosi anche a riposo o di notte.

    • Rigidità articolare: Si verifica soprattutto dopo periodi di inattività, come al risveglio al mattino (rigidità mattutina) o dopo essere stati seduti per un po'. Questa rigidità è solitamente di breve durata, inferiore ai 30 minuti, e migliora con il movimento.

    • Perdita di flessibilità: L'articolazione non riesce a muoversi con la stessa ampiezza di movimento di prima.

    • Crepitio o scrosci articolari: Si possono avvertire o sentire dei rumori (scricchiolii, scrosci, click) quando si muove l'articolazione, dovuti all'attrito delle superfici ossee non più protette dalla cartilagine.

    • Gonfiore (tumefazione): Può verificarsi un leggero gonfiore dell'articolazione, a volte accompagnato da una sensazione di calore, dovuto a un versamento di liquido sinoviale in risposta all'irritazione.

    • Deformità articolari: Nelle fasi avanzate, la formazione di escrescenze ossee (osteofiti) ai margini dell'articolazione può causare un ingrossamento e talvolta una deviazione o deformazione dell'articolazione (es. noduli di Heberden e Bouchard sulle dita delle mani).

    • Sensazione di instabilità o cedimento dell'articolazione.

    • Debolezza muscolare: Attorno all'articolazione colpita, a causa del dolore e della ridotta attività.

    Le articolazioni più frequentemente colpite dall'artrosi sono quelle che sopportano il peso del corpo o che sono sottoposte a maggiore usura:

    • Ginocchia (gonartrosi)

    • Anche (coxartrosi)

    • Colonna vertebrale (spondiloartrosi), in particolare cervicale e lombare

    • Mani (articolazioni delle dita: interfalangee distali e prossimali, e alla base del pollice - rizartrosi)

    • Piedi (base dell'alluce, caviglia)

  • L'artrosi è principalmente una malattia da "usura" e degenerazione, influenzata da una combinazione di fattori:

    • Invecchiamento: È il fattore di rischio più significativo. Con l'avanzare dell'età, la cartilagine tende naturalmente a degenerare e a perdere la sua elasticità e capacità di ripararsi.

    • Lesioni Articolari Precedenti: Traumi passati a un'articolazione (fratture, lussazioni, lesioni legamentose o meniscali) possono accelerare l'usura della cartilagine, anche a distanza di anni.

    • Sovrappeso e Obesità: L'eccesso di peso aumenta in modo significativo lo stress meccanico sulle articolazioni portanti, come ginocchia, anche e colonna vertebrale, accelerando il deterioramento della cartilagine.

    • Sovraccarico Funzionale o Uso Eccessivo: Attività lavorative che richiedono movimenti ripetitivi o il sollevamento di pesi, o sport ad alto impatto, possono aumentare il rischio di sviluppare artrosi in specifiche articolazioni.

    • Fattori Genetici: Esiste una predisposizione familiare all'artrosi. Alcuni geni possono influenzare la struttura o la resistenza della cartilagine.

    • Anomalie Congenite o Difetti Articolari: Difetti nella formazione dell'articolazione o disallineamenti possono causare una distribuzione anomala del carico, portando a usura precoce.

    • Debolezza Muscolare: Muscoli deboli intorno a un'articolazione non riescono a fornire un supporto e una protezione adeguati, aumentando lo stress sulla cartilagine.

    • Altre Malattie: Alcune condizioni metaboliche (es. diabete, emocromatosi), infiammatorie (es. artrite reumatoide preesistente) o endocrine possono aumentare il rischio di artrosi secondaria.

  • Sebbene non sia possibile prevenire completamente l'artrosi legata all'invecchiamento o ai fattori genetici, è possibile adottare misure per rallentarne la progressione e ridurre il rischio di sviluppare forme gravi:

    • Mantenere un Peso Sano: La riduzione del peso è la misura preventiva più efficace per le articolazioni portanti. Ogni chilo perso riduce il carico su ginocchia e anche, rallentando l'usura cartilaginea.

    • Esercizio Fisico Regolare e Moderato:
      Svolgere attività a basso impatto come nuoto, ciclismo, camminata leggera o yoga. Queste attività rafforzano i muscoli intorno alle articolazioni senza stressarle eccessivamente, migliorano la flessibilità e supportano il mantenimento del peso.
      Evitare sport ad alto impatto o movimenti ripetitivi che causano dolore articolare.

    • Protezione delle Articolazioni:
      Utilizzare tecniche corrette durante il sollevamento di pesi o l'esecuzione di esercizi.
      Indossare scarpe comode e di supporto che assorbano gli urti.
      Usare tutori o supporti (se consigliati) durante attività che possono stressare le articolazioni.
      Evitare di mantenere la stessa posizione per lunghi periodi.

    • Dieta Sana ed Equilibrata: Una dieta ricca di frutta, verdura, cereali integrali e grassi sani può contribuire al controllo del peso e alla salute generale, influenzando positivamente anche la salute delle articolazioni.

    • Gestione delle Lesioni: Trattare adeguatamente e riabilitare completamente le lesioni articolari (es. quelle sportive) per prevenire danni a lungo termine che possono portare all'artrosi.

    • Controlli Medici Regolari: Monitorare e gestire condizioni come il diabete o l'ipertensione, che possono avere un impatto sulla salute generale e sulla cartilagine.

  • Il trattamento dell'artrosi mira a ridurre il dolore, migliorare la funzione articolare, rallentare la progressione della malattia e migliorare la qualità di vita del paziente. La strategia terapeutica è personalizzata e può includere approcci conservativi e, nei casi più avanzati, chirurgici.

    1. Modifiche dello Stile di Vita: Sono fondamentali e costituiscono la prima linea di intervento.
      Controllo del peso: Perdere peso riduce il carico sulle articolazioni portanti, alleviando il dolore e rallentando la progressione.
      Esercizio fisico regolare: Esercizi a basso impatto (nuoto, bicicletta, camminata su superfici morbide) rafforzano i muscoli di supporto all'articolazione, migliorano la flessibilità e riducono il dolore. È importante evitare attività ad alto impatto che possano peggiorare il danno articolare (es. corsa su superfici dure).
      Fisioterapia: Programmi personalizzati di esercizi, stretching, mobilizzazione articolare, e l'uso di terapie fisiche (calore, freddo, ultrasuoni, laser) possono aiutare a gestire il dolore e migliorare la funzionalità.
      Terapia occupazionale: Per imparare a proteggere le articolazioni e adattare le attività quotidiane.
      Ausili: L'uso di bastoni, stampelle, tutori o plantari può aiutare a ridurre il carico e migliorare la stabilità.

    2. Terapia Farmacologica: Per gestire il dolore e l'infiammazione.
      Analgesici: Il paracetamolo è spesso il primo farmaco raccomandato per il dolore lieve-moderato.
      Farmaci Anti-infiammatori Non Steroidei (FANS): Possono essere utilizzati per il dolore e l'infiammazione, sia per via orale che topica (creme, gel). L'uso a lungo termine dei FANS orali è associato a rischi gastrointestinali e cardiovascolari.
      Infiltrazioni intrarticolari:
      Corticosteroidi:
      Iniezioni dirette nell'articolazione possono fornire un sollievo rapido dal dolore e dall'infiammazione, ma l'effetto è temporaneo e l'uso ripetuto può essere dannoso per la cartilagine.
      Acido ialuronico (viscosupplementazione): Iniezioni di questa sostanza, componente naturale del liquido sinoviale, possono migliorare la lubrificazione e l'ammortizzazione dell'articolazione, offrendo sollievo dal dolore per alcuni mesi.
      PRP (Plasma Ricco di Piastrine) e Cellule Staminali Mesenchimali: Sono terapie più recenti e ancora in fase di studio, che mirano a stimolare la riparazione tissutale o a ridurre l'infiammazione. L'efficacia varia e sono riservate a casi specifici.

    3. Integratori:
      Glucosamina e Condroitina Solfato:
      Integratori che sono componenti della cartilagine. Sebbene l'efficacia sia dibattuta e non siano considerati farmaci, alcuni pazienti riferiscono un beneficio sulla sintomatologia.

    4. Terapia Chirurgica: Considerata quando i trattamenti conservativi non sono più efficaci e la qualità di vita del paziente è gravemente compromessa.
      Artroscopia: Raramente usata per l'artrosi avanzata, ma può essere utile per rimuovere frammenti di cartilagine o osteofiti che bloccano l'articolazione in casi selezionati.
      Osteotomia: Intervento chirurgico per modificare l'allineamento di un osso, ridistribuendo il carico sull'articolazione e alleviando la pressione sulla zona danneggiata.
      Protesi articolare (artroplastica): Sostituzione dell'articolazione danneggiata con una protesi artificiale (es. protesi di ginocchio, protesi d'anca, protesi di spalla). È l'intervento più efficace per il dolore e il miglioramento funzionale nelle artrosi severe.

  • La gestione dell'artrosi richiede spesso un approccio multidisciplinare per alleviare i sintomi, migliorare la funzione e rallentare la progressione della malattia:

    • Medico di Medicina Generale: Il primo punto di contatto. Valuta i sintomi iniziali, esegue una diagnosi preliminare, prescrive terapie conservative (farmaci antidolorifici, antinfiammatori) e indirizza verso gli specialisti.

    • Reumatologo: Medico specializzato nelle malattie articolari, muscoloscheletriche e del tessuto connettivo. È la figura di riferimento per la diagnosi differenziale (escludere altre forme di artrite) e per la gestione medica a lungo termine dell'artrosi, inclusa la prescrizione di farmaci specifici e iniezioni intra-articolari.

    • Ortopedico: Chirurgo specializzato nelle patologie dell'apparato muscoloscheletrico. Interviene quando le terapie conservative non sono più sufficienti, proponendo e eseguendo interventi chirurgici come l'artroplastica (sostituzione totale o parziale dell'articolazione, es. protesi di ginocchio o anca), l'artroscopia o altre procedure per correggere deformità o riparare danni.

    • Fisiatra / Fisioterapista: Essenziali per la riabilitazione. Elaborano programmi di esercizi personalizzati per migliorare la forza muscolare, la flessibilità e l'equilibrio, ridurre il dolore e migliorare la mobilità articolare. Possono utilizzare anche terapie fisiche (es. calore, freddo, ultrasuoni).

    • Terapista Occupazionale: Aiuta i pazienti ad adattare le attività quotidiane e l'ambiente per ridurre lo stress sulle articolazioni e migliorare l'autonomia, fornendo anche consigli su ausili e dispositivi di assistenza.

    • Nutrizionista/Dietologo: Per la consulenza sulla gestione del peso attraverso una dieta equilibrata, fondamentale per ridurre il carico sulle articolazioni e migliorare il benessere generale.

    • Podologo: Se l'artrosi colpisce i piedi o le caviglie, il podologo può fornire consigli su calzature adeguate, plantari o ortesi per migliorare la deambulazione e ridurre il dolore.

    • Farmacista: Può fornire consigli sull'uso corretto dei farmaci antidolorifici, antinfiammatori e integratori, e sulle possibili interazioni.

    • Psicologo: Può offrire supporto nella gestione del dolore cronico e dell'impatto psicologico dell'artrosi sulla qualità di vita.

  • La gestione dell'artrosi, in particolare quando si rende necessario un intervento chirurgico, richiede l'esperienza di specialisti in Ortopedia e Traumatologia. I "migliori centri" sono solitamente gli Istituti Ortopedici di riferimento e i Grandi Ospedali Universitari/IRCCS con reparti di Ortopedia specializzati nella chirurgia protesica e artroscopica, e che offrono anche un solido supporto riabilitativo.

    Ecco alcuni dei principali centri di riferimento in Italia per la diagnosi e il trattamento dell'artrosi:

    • Istituto Ortopedico Galeazzi Sant'Ambrogio (Gruppo San Donato, Milano): Riconosciuto come uno dei centri leader in Italia e a livello internazionale per l'ortopedia e la traumatologia, con eccellenze nella chirurgia protesica di anca, ginocchio, spalla e nelle tecniche artroscopiche.

    • Istituto Ortopedico Rizzoli IRCCS (Bologna): Un'altra eccellenza italiana con una lunga tradizione nell'ortopedia e nella ricerca, offre terapie all'avanguardia per tutte le patologie articolari degenerative.

    • ASST Centro Specialistico Ortopedico Traumatologico Gaetano Pini-CTO (Milano): Un centro di riferimento per le patologie muscolo-scheletriche, con reparti dedicati alla chirurgia protesica e riabilitativa.

    • Ospedale San Raffaele (Milano): Il Dipartimento di Ortopedia e Traumatologia è un punto di riferimento per la chirurgia ricostruttiva e protesica delle articolazioni.

    • A.O.U. Città della Salute e della Scienza di Torino (Molinette): I reparti di Ortopedia e Traumatologia sono specializzati nella chirurgia articolare complessa.

    • Policlinico Universitario "Agostino Gemelli" IRCCS (Roma): Unità Operativa Complessa di Ortopedia e Traumatologia.

    • Azienda Ospedaliera Universitaria Careggi (Firenze): Clinica Ortopedica e Traumatologica.

    • Humanitas Research Hospital (Rozzano, Milano): L'Unità di Ortopedia e Traumatologia è specializzata nel trattamento dell'artrosi.

    • IRCCS Policlinico San Donato (San Donato Milanese, Milano): Offre elevata specializzazione in chirurgia protesica e artroscopica.

    • Azienda Ospedaliero Universitaria Pisana (Pisa): Clinica Ortopedica con esperienza nel trattamento dell'artrosi.

    Cosa fare se si sospetta artrosi?

    Se accusi dolore o rigidità articolare, specialmente dopo i 40-50 anni, o se hai fattori di rischio come precedenti traumi o obesità, il primo passo è consultare il tuo medico di medicina generale. Lui potrà fare una prima valutazione, richiedere esami diagnostici come le radiografie e, se necessario, indirizzarti a uno specialista in Ortopedia e Traumatologia o a un Reumatologo (soprattutto per la fase diagnostica e la gestione conservativa) per un piano di trattamento personalizzato.

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