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Allergie respiratorie

Patologia

Disclaimer Medico: Le informazioni fornite in questa sezione hanno scopo puramente informativo.

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Cos'è:

Le allergie respiratorie sono reazioni immunitarie a sostanze inalate (pollini, acari, peli di animali, muffe). Causano rinite allergica (starnuti, naso che cola/chiuso, prurito), congiuntivite (occhi rossi, pruriginosi) e asma allergica (tosse, respiro sibilante, dispnea). La diagnosi avviene tramite test cutanei o del sangue. Il trattamento include l'evitamento, farmaci sintomatici e immunoterapia specifica.

  • Le allergie respiratorie sono un problema di salute globale in aumento, che colpisce milioni di persone. Sono causate da una predisposizione genetica (familiarità) all'atopia, cioè alla tendenza a sviluppare risposte immunitarie IgE-mediate a sostanze ambientali comuni.

    I principali allergeni inalanti includono:

    • Pollini: Allergeni stagionali, responsabili delle "allergie primaverili" o estive. I tipi più comuni sono:
      Graminacee: (es. erba medica, segale, grano) molto diffuse da aprile a giugno.
      Parietaria: (erba vetriola) comune in aree mediterranee, con fioritura prolungata (marzo-ottobre).
      Olivo: (in aree mediterranee) fioritura tra maggio e giugno.
      Betulla, Nocciolo, Ontano: Pollini arborei precoci (gennaio-aprile).
      Ambrosia: Fioritura tardiva (fine agosto-settembre), in alcune regioni.

    • Acari della polvere domestica: Allergeni perenni. Sono aracnidi microscopici che vivono nella polvere, materassi, cuscini, tappeti. Gli allergeni sono principalmente i loro escrementi.

    • Allergeni di animali domestici: Proteine presenti nella forfora (derma), saliva, urina di gatti, cani, roditori, ecc. (vedi "allergia al pelo degli animali"). Sono allergeni perenni.

    • Muffe: Spore di funghi microscopici (es. Alternaria, Cladosporium, Aspergillus) che si trovano in ambienti umidi (bagni, cantine) o all'aperto (terreno, piante in decomposizione). Possono essere stagionali o perenni.

    • Lattice: Allergeni presenti in prodotti di gomma naturale (guanti, palloncini), possono causare reazioni respiratorie in soggetti sensibilizzati.

    La diagnosi delle allergie respiratorie viene effettuata da un allergologo e si basa su:

    • Anamnesi dettagliata: Raccolta delle informazioni sui sintomi, la loro stagionalità o perennità, l'esposizione ad allergeni noti, la storia familiare di allergie.

    • Test cutanei (Prick Test): Il metodo diagnostico più comune. Piccole quantità di estratti liquidi degli allergeni inalanti vengono applicate sulla pelle (di solito sull'avambraccio) e la pelle viene leggermente punta. Una reazione positiva (un pomfo rosso e pruriginoso) entro 15-20 minuti indica una sensibilizzazione.

    • Esami del sangue (RAST o ImmunoCAP): Misurano la quantità di anticorpi IgE specifici nel sangue contro gli allergeni inalanti. Sono utili quando i test cutanei non possono essere eseguiti (es. in presenza di dermatiti estese, assunzione di farmaci che potrebbero interferire).

    • Test di funzionalità respiratoria (Spirometria): Per valutare la funzione polmonare e diagnosticare o monitorare l'asma. A volte, si può eseguire un test di provocazione bronchiale (con metacolina o con allergene) per confermare l'iperreattività bronchiale.

  • I sintomi delle allergie respiratorie variano a seconda dell'organo colpito (naso, occhi, bronchi) e dell'intensità della reazione. Possono essere stagionali (se legati a pollini) o perenni (se legati ad allergeni presenti tutto l'anno).

    Sintomi della Rinite Allergica (naso):

    • Starnuti: Spesso in salve, frequenti e improvvisi.

    • Rinorrea: Naso che cola, con secrezioni generalmente acquose e abbondanti.

    • Congestione nasale: Naso chiuso, che può causare difficoltà respiratorie e sonno disturbato.

    • Prurito: Al naso, alla gola, al palato e alle orecchie.

    • Anosmia/Iposmia: Riduzione o perdita dell'olfatto.

    • Tosse: Spesso secca, irritativa, dovuta al gocciolamento retronasale.

    Sintomi della Congiuntivite Allergica (occhi):

    • Prurito oculare: Spesso intenso e bilaterale.

    • Arrossamento degli occhi (iperemia congiuntivale).

    • Lacrimazione eccessiva.

    • Gonfiore delle palpebre.

    • Fotofobia: Sensibilità alla luce.

    Sintomi dell'Asma Allergica (bronchi):

    • Dispnea: Difficoltà a respirare, sensazione di "fame d'aria".

    • Respiro sibilante (wheezing): Un fischio che si sente durante l'espirazione.

    • Tosse: Spesso persistente, secca, che peggiora di notte o al mattino presto, o dopo l'esposizione all'allergene o all'esercizio fisico.

    • Senso di oppressione al torace: Sensazione di peso o costrizione al petto.

    • Crisi asmatiche: Episodi acuti di grave difficoltà respiratoria che possono richiedere un intervento medico urgente.

    Spesso, rinite e asma allergica coesistono nello stesso paziente (ipotesi delle "vie aeree uniche"). Altri sintomi meno specifici possono includere stanchezza, cefalea e riduzione della concentrazione.

  • Le allergie respiratorie sono causate da una combinazione di fattori genetici e ambientali che portano il sistema immunitario a reagire in modo ipersensibile a specifici allergeni inalanti.

    • Allergeni Inalanti: Sono le proteine che il corpo riconosce erroneamente come minacce. I più comuni includono:
      Pollini: Granelli microscopici rilasciati da alberi (es. olivo, betulla, platano, cipresso), erbe (es. graminacee, parietaria, ambrosia) e fiori. La loro presenza nell'aria è stagionale e varia a seconda delle specie vegetali e delle aree geografiche.
      Acari della Polvere: Microscopici aracnidi che vivono nella polvere domestica e si nutrono di cellule morte della pelle. I loro escrementi e i loro corpi decomposti contengono potenti allergeni. Si trovano comunemente in materassi, cuscini, tappeti, moquette e mobili imbottiti.
      Peli e Forfora di Animali: Non è il pelo in sé, ma le proteine presenti nella saliva, nelle urine e nelle squame di pelle morta (forfora) di animali domestici come gatti, cani, roditori (criceti, cavie, conigli) e uccelli. Queste particelle sono leggere e possono rimanere sospese nell'aria o depositarsi sulle superfici.
      Muffe: Spore microscopiche di funghi che prosperano in ambienti umidi, sia all'interno (bagni, cantine, condizionatori d'aria) che all'esterno (foglie marce, vegetazione).

    • Predisposizione Genetica (Atopia): C'è una forte componente ereditaria. Se uno o entrambi i genitori soffrono di allergie (respiratorie, alimentari, cutanee), i figli hanno un rischio significativamente maggiore di sviluppare allergie.

    • Esposizione Ambientale Precoce: L'esposizione a determinati allergeni (o la loro assenza, secondo l'ipotesi igienica) durante l'infanzia può influenzare lo sviluppo del sistema immunitario e la probabilità di sviluppare allergie.

    • Fumo di Sigaretta e Inquinamento Atmosferico: L'esposizione al fumo (attivo e passivo) e ad altri inquinanti atmosferici può irritare le vie respiratorie, aumentare la loro reattività e rendere l'individuo più suscettibile allo sviluppo o al peggioramento delle allergie respiratorie e dell'asma.

  • La prevenzione delle allergie respiratorie mira a ridurre l'esposizione agli allergeni scatenanti e a rafforzare la gestione dei sintomi.

    • Riduzione dell'Esposizione agli Allergeni:
      Acari della polvere:
      Utilizzare coprimaterassi e copricuscini anti-acaro. Lavare lenzuola e biancheria da letto settimanalmente a temperature elevate (almeno 60°C). Rimuovere tappeti, moquette e tendaggi pesanti. Passare l'aspirapolvere regolarmente (con filtro HEPA). Mantenere un basso livello di umidità in casa (sotto il 50%).
      Pollini: Monitorare i bollettini pollinici e limitare le attività all'aperto nelle giornate con alta concentrazione. Tenere finestre e portiere chiuse in auto e in casa, specialmente nelle ore più calde. Usare filtri antipolline nei sistemi di ventilazione e climatizzazione. Fare una doccia e lavare i capelli dopo essere stati all'aperto.
      Peli/Forfora di animali: Se si è allergici, la misura più efficace è evitare il contatto con l'animale responsabile. Se l'animale è in casa, non permettergli di entrare in camera da letto. Lavare l'animale regolarmente e pulire frequentemente la casa.
      Muffe: Ventilare bene gli ambienti, soprattutto bagni e cucine. Eliminare le fonti di umidità e pulire le muffe visibili con soluzioni specifiche.

    • Evitare Irritanti Respiratori: Non fumare e ridurre l'esposizione al fumo passivo. Limitare l'esposizione a inquinanti atmosferici, fumi, spray chimici.

    • Allattamento al Seno: L'allattamento esclusivo al seno nei primi mesi di vita può avere un effetto protettivo nello sviluppo delle allergie.

    • Terapia farmacologica: L'uso di antistaminici, decongestionanti nasali, corticosteroidi intranasali o broncodilatatori, come prescritti dal medico, aiuta a controllare i sintomi e prevenire le riacutizzazioni.

    • Immunoterapia Specifica (Vaccino allergologico): Per le persone con allergie gravi o non controllabili con i farmaci, l'allergologo può raccomandare l'immunoterapia, un trattamento a lungo termine che mira a desensibilizzare il sistema immunitario all'allergene specifico, riducendo la gravità dei sintomi e la necessità di farmaci.

  • Il trattamento delle allergie respiratorie è mirato a controllare i sintomi, prevenire le riacutizzazioni e, in alcuni casi, modificare la risposta immunitaria dell'organismo.

    A. Misure di Evitamento: Ridurre l'esposizione all'allergene è la prima e più importante strategia.

    • Per i pollini: Tenere le finestre chiuse nelle ore di punta, usare filtri antipolline in auto, evitare attività all'aperto nei giorni di alta concentrazione di pollini, lavare i capelli e gli indumenti dopo essere stati all'aperto.

    • Per gli acari della polvere: Utilizzare coprimaterassi e copricuscini antiacaro, lavare lenzuola e coperte a 60°C ogni settimana, rimuovere tappeti e moquette, ridurre l'umidità in casa, usare aspirapolvere con filtro HEPA.

    • Per gli animali domestici: Evitarli se possibile, lavare l'animale regolarmente, non farlo entrare in camera da letto, pulire frequentemente la casa.

    • Per le muffe: Mantenere un basso livello di umidità in casa, arieggiare bene gli ambienti, eliminare le muffe visibili con prodotti specifici.

    B. Farmaci Sintomatici: Alleviano i sintomi, ma non curano l'allergia.

    • Antistaminici: Orali (in compresse) o spray nasali, riducono starnuti, prurito, rinorrea e congiuntivite.

    • Corticosteroidi nasali: Spray nasali (di solito prescritti per la rinite persistente) riducono l'infiammazione e la congestione nasale.

    • Corticosteroidi inalatori: Per l'asma, riducono l'infiammazione delle vie aeree e prevengono le crisi.

    • Broncodilatatori: Farmaci ad azione rapida (es. salbutamolo) per alleviare i sintomi acuti dell'asma (dispnea, respiro sibilante).

    • Farmaci anti-leucotrieni: (es. montelukast) utili per controllare i sintomi della rinite e dell'asma, soprattutto in caso di asma da sforzo.

    • Colliri antistaminici/antinfiammatori: Per i sintomi oculari.

    • Decongestionanti: Orali o spray nasali, per il naso chiuso (da usare con cautela e per brevi periodi per evitare il "rebound").

    C. Immunoterapia Specifica (ASIT - Terapia Desensibilizzante o "Vaccino Allergico"):

    • È l'unico trattamento che mira a modificare la risposta immunitaria del corpo all'allergene, riducendone la sensibilità nel tempo.

    • Consiste nella somministrazione regolare (attraverso iniezioni sottocutanee o gocce/compresse sublinguali) di dosi crescenti dell'allergene specifico a cui si è allergici.

    • L'immunoterapia è indicata per pazienti con sintomi persistenti e significativi nonostante le misure di evitamento e la terapia farmacologica, o per coloro che non possono evitare l'esposizione all'allergene.

    • È un trattamento a lungo termine (tipicamente 3-5 anni) e richiede l'impegno del paziente.

    D. Terapie Biologiche: In casi selezionati di asma grave non controllata dalla terapia tradizionale, possono essere utilizzati farmaci biologici (anticorpi monoclonali) che bloccano specifici mediatori dell'infiammazione allergica (es. anti-IgE, anti-IL-5, anti-IL-4/IL-13).

  • La diagnosi e la gestione delle allergie respiratorie richiedono un approccio specialistico per una corretta identificazione degli allergeni e un piano terapeutico efficace.

    • Allergologo/Immunologo Clinico: È lo specialista di riferimento. Effettua la diagnosi tramite prick test cutanei (test cutaneo in cui una piccola quantità di allergene viene applicata sulla pelle) o esami del sangue (ricerca delle IgE specifiche per gli allergeni). Imposta il piano terapeutico, che può includere farmaci e/o l'immunoterapia specifica.

    • Medico di Medicina Generale (MMG): È il primo punto di contatto. Può sospettare un'allergia respiratoria basandosi sui sintomi e sull'anamnesi, fornire un primo consiglio e indirizzare il paziente all'allergologo.

    • Pneumologo: Se l'allergia respiratoria evolve in asma bronchiale, lo pneumologo gestisce la componente respiratoria della patologia, monitorando la funzionalità polmonare e ottimizzando la terapia per l'asma. Spesso lavora in stretta collaborazione con l'allergologo.

    • Pediatra: Nei bambini, il pediatra è fondamentale per la diagnosi precoce e la gestione iniziale delle allergie respiratorie infantili, indirizzando all'allergologo pediatrico quando necessario.

    • Otorinolaringoiatra (ORL): In caso di rinite allergica grave o complicazioni come sinusiti ricorrenti o polipi nasali, l'ORL può essere consultato per la gestione locale o eventuali interventi.

  • La diagnosi e il trattamento delle allergie respiratorie sono di competenza dello specialista in Allergologia e Immunologia Clinica o del Pneumologo (per l'asma). È consigliabile rivolgersi a centri che abbiano un'esperienza consolidata in questi ambiti.

    Considerando la tua posizione ad Ancona, puoi fare riferimento a:

    • Azienda Ospedaliero Universitaria delle Marche (Ancona) - Ospedale Regionale di Torrette:
      U.O.S.D. di Allergologia (o SOSD Allergologia):
      Presso gli Ospedali Riuniti di Ancona, questa unità è il punto di riferimento per la diagnosi (prick test, esami del sangue) e la gestione delle allergie respiratorie, inclusa l'indicazione e il monitoraggio dell'immunoterapia. La Prof.ssa Maria Beatrice Bilò è un nome di riferimento in questo campo nella regione Marche.
      U.O.C. di Clinica di Malattie dell'Apparato Respiratorio: Per la gestione dell'asma, inclusa l'asma grave e l'indicazione a terapie biologiche.

    • Altri Centri di Riferimento Nazionali per l'Allergologia e la Pneumologia:
      Policlinico Universitario Agostino Gemelli IRCCS (Roma):
      Il Dipartimento di Medicina e Chirurgia, con la U.O.C. di Allergologia e Immunologia Clinica, è un centro di riferimento nazionale per le malattie allergiche.
      Ospedale San Raffaele (Milano): L'Unità di Allergologia e Immunologia Clinica e l'Unità di Pneumologia sono centri di eccellenza.
      Ospedale Niguarda (Milano): Servizio di Allergologia e Pneumologia.
      Azienda Ospedaliero Universitaria Pisana (Pisa): Clinica di Allergologia e Immunologia Clinica e Clinica di Pneumologia.
      Policlinico Sant'Orsola-Malpighi (Bologna): L'U.O. di Allergologia e quella di Malattie dell'Apparato Respiratorio sono punti di riferimento.

    Per una diagnosi precisa e un piano di trattamento adeguato per le allergie respiratorie, è sempre consigliabile iniziare con una visita dal proprio medico di medicina generale, che potrà indirizzarti verso lo specialista più appropriato.

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