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Allergia alimentare

Patologia

Disclaimer Medico: Le informazioni fornite in questa sezione hanno scopo puramente informativo.

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Cos'è:

L'allergia alimentare è una reazione immunitaria avversa a specifiche proteine del cibo, scatenata anche da minime quantità. I sintomi compaiono rapidamente e includono orticaria, gonfiore, vomito, diarrea, problemi respiratori e, nei casi gravi, anafilassi. Le cause più comuni sono latte, uova, arachidi e frutti di mare. La gestione prevede l'evitamento dell'allergene e un piano d'emergenza, spesso con un autoiniettore di adrenalina.

  • L'allergia alimentare si verifica quando il sistema immunitario di un individuo, erroneamente, identifica una proteina alimentare innocua come una minaccia. Questa "misidentificazione" porta alla produzione di anticorpi specifici, chiamati immunoglobuline E (IgE), contro quella proteina. Al successivo contatto con l'alimento, le IgE si legano agli allergeni scatenando il rilascio di sostanze chimiche, come l'istamina, che sono responsabili dei sintomi allergici.

    La maggior parte delle allergie alimentari è mediata da IgE (reazione immediata), ma esistono anche forme non IgE-mediate o miste, con sintomi che possono essere più ritardati e meno tipici (es. alcune forme di enterocolite indotta da proteine alimentari).

    Gli 8 alimenti principali responsabili della maggior parte delle allergie alimentari sono:

    1. Latte vaccino: Comune nei bambini, spesso superata con la crescita.

    2. Uova: Anche questa è una delle allergie più comuni nei bambini, spesso transitoria.

    3. Arachidi: Una delle allergie più pericolose, spesso persistente per tutta la vita e associata a reazioni gravi.

    4. Frutta a guscio (noci, mandorle, anacardi, pistacchi, nocciole, noci del Brasile, noci di macadamia): Anche queste spesso persistenti e potenzialmente gravi.

    5. Pesce: Possono scatenare reazioni gravi e sono spesso persistenti.

    6. Crostacei e molluschi (gamberi, aragoste, granchi, vongole, cozze): Reazioni spesso gravi e persistenti.

    7. Grano (frumento): Da distinguere dalla celiachia (malattia autoimmune al glutine) e dalla sensibilità al glutine non celiaca. L'allergia al grano è una reazione immunitaria a specifiche proteine del grano.

    8. Soia: Comune nei bambini, spesso superata.

    Altri allergeni comuni includono sesamo, senape, sedano, lupino, solfiti.

    Fattori di rischio:

    • Familiarità: Avere familiari con allergie (alimentari, asma, rinite allergica, dermatite atopica) aumenta il rischio.

    • Età: Più comuni nei bambini piccoli, ma possono svilupparsi a qualsiasi età.

    • Dermatite atopica: I bambini con eczema grave hanno un rischio maggiore di sviluppare allergie alimentari.

    La diagnosi di allergia alimentare viene effettuata da un allergologo e si basa su:

    • Anamnesi dettagliata: Raccolta di informazioni precise sui sintomi, tempi di comparsa, alimenti sospetti, quantità ingerite.

    • Test cutanei (Prick Test): Piccole quantità di estratti liquidi degli allergeni alimentari vengono applicate sulla pelle (di solito sull'avambraccio) e la pelle viene leggermente punta. Una reazione positiva (pomfo rosso e pruriginoso) entro 15-20 minuti indica una sensibilizzazione. Non sempre significa allergia clinica.

    • Esami del sangue (RAST o ImmunoCAP): Misurano la quantità di anticorpi IgE specifici nel sangue contro le proteine alimentari. Anche in questo caso, un valore elevato indica sensibilizzazione, ma non necessariamente allergia clinica.

    • Component Resolved Diagnostics (CRD): Un'analisi più approfondita che permette di identificare le singole proteine (componenti) dell'alimento a cui si è allergici. Questo può aiutare a prevedere la gravità della reazione e se l'allergia è più o meno probabilmente persistente.

    • Dieta di eliminazione controllata: Eliminazione dell'alimento sospetto dalla dieta per un periodo, seguita dalla reintroduzione per vedere se i sintomi ricompaiono.

    • Test di provocazione orale in doppio cieco controllato con placebo (DBPCFC): È il gold standard per la diagnosi di allergia alimentare. Viene eseguito in ambiente ospedaliero, sotto stretta supervisione medica. Il paziente riceve dosi crescenti dell'alimento sospetto e un placebo, senza sapere quale sta assumendo. Questo testa la reazione clinica in un ambiente sicuro.

  • I sintomi dell'allergia alimentare possono comparire entro pochi minuti o fino a un paio d'ore dopo aver ingerito l'alimento scatenante e possono interessare diversi sistemi del corpo.

    • Sintomi cutanei (i più comuni):
      Orticaria:
      Comparsa di pomfi rossi, pruriginosi, simili a punture di zanzara, che possono apparire su qualsiasi parte del corpo.
      Angioedema: Gonfiore (spesso evidente) delle labbra, del viso (palpebre, guance), della lingua o della gola.
      Arrossamento (eritema) e prurito diffuso.
      Eczema (dermatite atopica) aggravato.

    • Sintomi gastrointestinali:
      Nausea e vomito.
      Diarrea.
      Dolore addominale
      e crampi.
      Gonfiore addominale.

    • Sintomi respiratori:
      Rinorrea
      (naso che cola), starnuti, congestione nasale.
      Tosse, dispnea (difficoltà respiratoria), respiro sibilante (wheezing), simili all'asma.
      Stridore (respiro rumoroso e acuto dovuto al gonfiore della gola).

    • Sintomi cardiovascolari (nei casi gravi):
      Crollo della pressione sanguigna (ipotensione).
      Vertigini o svenimento.
      Polso debole e rapido.
      Perdita di coscienza.

    • Sintomi generali:
      Sensazione di "gola che si chiude" o difficoltà a deglutire.
      Senso di panico o di morte imminente.

    La reazione più grave e potenzialmente letale è l'anafilassi, una reazione sistemica che coinvolge almeno due sistemi corporei (es. cutaneo e respiratorio, o cutaneo e cardiovascolare) e può progredire rapidamente a shock anafilattico, richiedendo un intervento medico immediato con adrenalina.

  • L'allergia alimentare è causata da una risposta anomala del sistema immunitario a proteine alimentari specifiche, che vengono erroneamente identificate come dannose.

    • Riconoscimento dell'allergene: Il sistema immunitario di un soggetto predisposto riconosce una o più proteine presenti in un alimento come un "nemico" (allergene).

    • Produzione di anticorpi IgE: In risposta a questo riconoscimento, il corpo produce anticorpi specifici chiamati Immunoglobuline E (IgE). Queste IgE si legano a cellule immunitarie (mastociti e basofili).

    • Reazione alla successiva esposizione: Alla successiva ingestione dello stesso alimento, gli allergeni si legano agli anticorpi IgE sulle cellule, scatenando il rilascio di sostanze chimiche come l'istamina. Sono queste sostanze a causare i sintomi allergici.

    • Fattori Genetici/Ereditarietà: C'è una forte componente genetica. Se uno o entrambi i genitori sono allergici, il rischio per i figli di sviluppare allergie (non necessariamente allo stesso alimento) è significativamente più alto. Questo si chiama atopia.

    • Barriera Intestinale Alterata: Alcune teorie suggeriscono che una barriera intestinale compromessa (ad esempio, per infiammazione o disbiosi) possa permettere a proteine alimentari non completamente digerite di passare nel flusso sanguigno, favorendo la sensibilizzazione.

    • Età: Le allergie alimentari sono più comuni nei bambini, e alcune (come quelle al latte, uova, soia, grano) possono risolversi con la crescita. Altre (come quelle ad arachidi, frutta a guscio, pesce, crostacei) tendono a persistere per tutta la vita.

    • Tipo di Alimento: Solo pochi alimenti sono responsabili della stragrande maggioranza delle reazioni allergiche. In Italia e in Europa, gli allergeni più comuni includono:
      Latte vaccino
      Uova
      Arachidi
      Frutta a guscio
      (noci, nocciole, mandorle, anacardi, pistacchi, ecc.)
      Grano/Cereali contenenti glutine
      Soia
      Pesce
      Crostacei
      (gamberi, granchi, aragoste) e molluschi
      Semi di sesamo
      Lupini
      Sedano
      Senape
      Anidride solforosa e solfiti
      (in concentrazioni superiori a 10 mg/kg o 10 mg/litro)

  • La prevenzione dell'allergia alimentare si concentra principalmente sull'evitamento rigoroso dell'alimento allergenico e sulla gestione delle reazioni in caso di esposizione accidentale.

    • Evitare l'Alimento Allergene: Una volta diagnosticata l'allergia, è fondamentale eliminare completamente dalla dieta l'alimento incriminato e tutti i prodotti che lo contengono.
      Leggere attentamente le etichette: Controllare sempre gli ingredienti di tutti i prodotti alimentari confezionati. In Europa, i 14 allergeni principali devono essere chiaramente indicati.
      Comunicazione: Informare sempre ristoratori, cuochi, personale scolastico e amici dell'allergia.
      Prevenire la contaminazione crociata: Fare attenzione che l'alimento allergenico non venga a contatto con altri cibi durante la preparazione o la cottura, sia a casa che fuori. Usare utensili, taglieri e superfici separate.

    • Allattamento al Seno: Per i neonati, l'allattamento esclusivo al seno per i primi mesi può ridurre il rischio di sviluppare alcune allergie.

    • Introduzione Graduale degli Alimenti (per i neonati a rischio): Sebbene le linee guida siano cambiate nel tempo, attualmente si tende a non ritardare l'introduzione di alimenti potenzialmente allergenici una volta iniziata la diversificazione, ma è fondamentale farlo sotto la guida del pediatra, soprattutto per i bambini con familiarità per allergie.

    • Gestione delle Reazioni (in caso di esposizione accidentale):
      Le persone con allergie gravi (che possono portare ad anafilassi) devono sempre portare con sé farmaci di emergenza, come un autoiniettore di adrenalina (epinefrina), e sapere come usarlo. È bene che anche i familiari o chi si prende cura del paziente sia addestrato all'uso.
      Indossare un braccialetto medico o portare un tesserino che indichi l'allergia può essere vitale in situazioni di emergenza.

    • Monitoraggio Clinico: Per le allergie che possono risolversi con la crescita (es. latte, uova), l'allergologo può programmare test periodici per verificare l'eventuale acquisizione di tolleranza.

  • Il trattamento dell'allergia alimentare si basa principalmente su: evitamento dell'allergene, gestione dei sintomi e piani di emergenza.

    A. Evitamento dell'Allergene:

    • Dieta di eliminazione rigorosa: Una volta diagnosticata l'allergia, l'alimento incriminato e tutti i prodotti che lo contengono devono essere evitati. Questo richiede la lettura attenta delle etichette alimentari, la consapevolezza degli ingredienti nascosti e la cautela quando si mangia fuori casa.

    • Formazione: Educazione del paziente e della sua famiglia su come identificare l'allergene, prevenire l'esposizione accidentale e gestire le reazioni.

    B. Gestione dei Sintomi (Terapia d'emergenza):

    • Antistaminici: Per reazioni lievi (prurito, orticaria isolata).

    • Corticosteroidi: Possono essere prescritti per ridurre l'infiammazione in reazioni più estese.

    • Adrenalina (Epinefrina) autoiniettabile: È il farmaco salvavita per il trattamento dell'anafilassi. I pazienti a rischio di reazioni gravi devono sempre portare con sé due autoiniettori di adrenalina (es. EpiPen, Jext, Fastjekt) e saperli usare. Dopo l'iniezione, è sempre necessario recarsi al pronto soccorso.

    • Broncodilatatori: Per l'asma (sintomi respiratori).

    C. Trattamenti Innovativi e Sotto Studio:

    • Immunoterapia orale (OIT): Consiste nell'assunzione di dosi gradualmente crescenti dell'allergene alimentare per via orale, con l'obiettivo di "desensibilizzare" il sistema immunitario e aumentare la soglia di reazione. È un trattamento lungo, sotto stretta supervisione medica (rischio di reazioni durante la terapia), e non è una "cura" ma un modo per tollerare esposizioni accidentali. Attualmente disponibile per alcuni alimenti (es. arachidi) in centri selezionati.

    • Terapia biologica: Farmaci che mirano a bloccare la risposta allergica a livello molecolare (es. omalizumab, un anticorpo monoclonale anti-IgE), a volte usati in combinazione con l'OIT per ridurre le reazioni.

  • La diagnosi e la gestione dell'allergia alimentare richiedono un approccio multidisciplinare e specialistico.

    • Allergologo/Immunologo Clinico: È lo specialista di riferimento. Esegue test diagnostici specifici (Prick test, RAST test per le IgE specifiche, e in alcuni casi, test di provocazione orale in ambiente protetto) per identificare l'allergene. Imposta il piano di gestione, fornisce consigli sull'evitamento e prescrive i farmaci di emergenza.

    • Pediatra: Nei bambini, il pediatra è la prima figura che può sospettare un'allergia alimentare e indirizzare all'allergologo pediatrico. Segue la crescita e lo sviluppo del bambino allergico.

    • Dietologo/Nutrizionista: È fondamentale per garantire che la dieta del paziente allergico, priva di uno o più alimenti, sia comunque equilibrata e nutrizionalmente completa, prevenendo carenze. Fornisce consigli pratici sulla sostituzione degli alimenti e sulla lettura delle etichette.

    • Gastroenterologo: In alcuni casi, specialmente quando l'allergia alimentare si manifesta prevalentemente con sintomi gastrointestinali o in presenza di patologie concomitanti dell'apparato digerente (es. esofagite eosinofila).

    • Medico di Medicina Generale (MMG): È il primo punto di contatto per il paziente. Raccoglie l'anamnesi, valuta i sintomi e indirizza al centro specialistico. È fondamentale che il MMG tenga un registro aggiornato delle allergie del paziente.

  • La gestione dell'allergia alimentare, specialmente nei casi complessi o a rischio di anafilassi, richiede un approccio altamente specialistico. È fondamentale rivolgersi a Unità di Allergologia e Immunologia Clinica con esperienza in allergologia alimentare, spesso presenti negli ospedali universitari o in centri ospedalieri di riferimento.

    Considerando la tua posizione ad Ancona, puoi fare riferimento a:

    • Azienda Ospedaliero Universitaria delle Marche (Ancona) - Ospedale Regionale di Torrette:
      U.O.S.D. di Allergologia (o SOSD Allergologia):
      Presso gli Ospedali Riuniti di Ancona, l'unità di Allergologia è il punto di riferimento per la diagnosi e la gestione delle allergie, inclusa quella alimentare. La Prof.ssa Maria Beatrice Bilò è un nome di riferimento in questo campo e la struttura è generalmente attrezzata per eseguire tutti i test diagnostici necessari e fornire consulenza per la gestione dell'allergia alimentare.

    • Altri Centri di Riferimento Nazionali per l'Allergologia Alimentare:
      Policlinico Universitario Agostino Gemelli IRCCS (Roma):
      Il Dipartimento di Medicina e Chirurgia, con la U.O.C. di Allergologia e Immunologia Clinica, è un centro di riferimento nazionale con ampia esperienza in allergie alimentari severe e anafilassi.
      Ospedale San Raffaele (Milano): L'Unità di Allergologia e Immunologia Clinica è un centro di eccellenza, con esperienza anche in terapie avanzate come l'immunoterapia orale per le allergie alimentari.
      Ospedale Pediatrico Bambino Gesù (Roma): Per i bambini, è uno dei centri pediatrici più qualificati in Italia, con sezioni dedicate all'Allergologia Pediatrica.
      Azienda Ospedaliero Universitaria Pisana (Pisa): Clinica di Allergologia e Immunologia Clinica, con attività nell'ambito delle allergie alimentari.
      Ospedale Niguarda (Milano): Servizio di Allergologia.

    Per una diagnosi precisa e un piano di gestione adeguato dell'allergia alimentare, è sempre consigliabile iniziare con una visita dal proprio medico di medicina generale, che potrà indirizzare verso lo specialista allergologo più appropriato.

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