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Acromegalia

Patologia

Disclaimer Medico: Le informazioni fornite in questa sezione hanno scopo puramente informativo.

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Cos'è:

L'acromegalia è una rara malattia ormonale causata da un eccesso cronico di ormone della crescita (GH) nell'età adulta, quasi sempre per un tumore benigno dell'ipofisi. I suoi sintomi includono l'ingrandimento progressivo di mani, piedi e lineamenti del viso, e gravi complicazioni sistemiche come diabete, ipertensione e malattie cardiache.

  • L'acromegalia è una malattia ormonale complessa e progressiva, il cui nome deriva dal greco akros (estremità) e megas (grande), che ben descrive le manifestazioni più evidenti. Nella quasi totalità dei casi (circa il 95%), è causata da un adenoma ipofisario, un tumore benigno (non canceroso) della ghiandola ipofisi situata alla base del cervello. Questo adenoma produce un eccesso di ormone della crescita (GH), il quale a sua volta stimola il fegato a produrre maggiori quantità di fattore di crescita insulino-simile 1 (IGF-1). È l'eccesso cronico di GH e IGF-1 a scatenare i sintomi dell'acromegalia.

    A differenza del gigantismo, che si manifesta se l'eccesso di GH avviene prima della pubertà e della saldatura delle epifisi ossee (portando a una statura eccezionalmente alta), l'acromegalia si sviluppa nell'età adulta, quando le ossa lunghe non possono più allungarsi. Pertanto, la crescita anomala si manifesta con l'ingrossamento delle ossa acrali (mani, piedi, cranio, mandibola) e dei tessuti molli.

    La diagnosi è spesso tardiva (in media 8-10 anni dall'esordio dei sintomi) a causa della lenta progressione della malattia. Si basa su:

    • Esami del sangue: Misurazione dei livelli di IGF-1 (il parametro più affidabile per lo screening) e test di soppressione del GH dopo carico orale di glucosio (OGTT), che nell'acromegalia non riesce a sopprimere il GH.

    • Risonanza Magnetica (RM) dell'ipofisi: Per visualizzare l'adenoma.

    Se non trattata, l'acromegalia può portare a gravi complicanze, tra cui diabete mellito, ipertensione, cardiomiopatia (con ingrossamento del cuore e rischio di scompenso cardiaco), artrosi grave, apnee notturne e un aumentato rischio di sviluppare polipi al colon e, potenzialmente, tumori maligni.

  • I sintomi dell'acromegalia si sviluppano lentamente nel corso degli anni e possono essere insidiosi. Sono causati dall'eccessiva produzione di ormone della crescita (GH) e includono:

    • Ingrandimento delle estremità: Mani e piedi aumentano di dimensioni (necessità di anelli e scarpe di taglia più grande).

    • Modificazioni facciali: Allargamento del naso, ispessimento delle labbra, protrusione della mandibola (prognatismo) con spazi tra i denti, ingrossamento della lingua (macroglossia).

    • Ispessimento della pelle: Con aumento della sudorazione e della produzione di sebo, spesso con odore corporeo forte.

    • Mal di testa: Spesso severi e persistenti, legati alla crescita del tumore ipofisario.

    • Problemi articolari: Dolore e gonfiore alle articolazioni (artropatia acromegalica), spesso con artrosi precoce.

    • Affaticamento e debolezza muscolare.

    • Problemi alla vista: Diplopia (visione doppia) o perdita del campo visivo, se il tumore comprime il chiasma ottico.

    • Russamento e apnee notturne: Dovute all'ingrossamento dei tessuti molli della gola e della lingua.

    • Sindrome del tunnel carpale.

    • Alterazioni metaboliche: Aumento della glicemia (intolleranza al glucosio o diabete mellito), ipertensione arteriosa, malattie cardiovascolari.

    • Problemi riproduttivi: Irregolarità mestruali nelle donne, disfunzione erettile negli uomini.

    • Ingrossamento degli organi interni (visceromegalia), in particolare del cuore (cardiomiopatia).

  • L'acromegalia è quasi sempre causata da un adenoma ipofisario (un tumore benigno della ghiandola pituitaria) che produce un eccesso di ormone della crescita (GH).

    • Adenoma ipofisario: Rappresenta oltre il 95% dei casi. Questi tumori si sviluppano dalle cellule somatotrope dell'ipofisi anteriore. Non è ancora completamente chiaro perché questi tumori si sviluppino, ma si ritiene che fattori genetici possano giocare un ruolo.

    • Cause rare: In una piccola percentuale di casi, l'acromegalia può essere causata da:
      Tumori ectopici: Tumori situati al di fuori dell'ipofisi (es. pancreas, polmoni) che producono GH o GHRH (ormone di rilascio del GH), che a sua volta stimola l'ipofisi a produrre GH.
      Condizioni genetiche rare: In rari casi, l'acromegalia può essere parte di sindromi genetiche come la Neoplasia Endocrina Multipla di tipo 1 (MEN1), la sindrome di Carney o la sindrome di McCune-Albright.

  • L'acromegalia non può essere prevenuta, in quanto la sua causa principale è la formazione spontanea di un adenoma ipofisario. Non esistono misure note per prevenire lo sviluppo di questi tumori.

    Tuttavia, la diagnosi precoce è fondamentale per prevenire o limitare le complicanze a lungo termine della malattia. L'insidiosità dei sintomi rende spesso difficile una diagnosi tempestiva, ma una maggiore consapevolezza da parte dei medici e della popolazione può ridurre il ritardo diagnostico.

  • L'obiettivo del trattamento è normalizzare i livelli di GH e IGF-1, ridurre le dimensioni del tumore e alleviare i sintomi. Le principali opzioni terapeutiche sono:

    • Chirurgia: È la terapia di prima linea nella maggior parte dei casi. L'intervento di resezione transfenoidale dell'adenoma ipofisario (attraverso il naso e il seno sfenoidale) è la metodica più comune. Il successo dipende dalle dimensioni del tumore e dall'esperienza del chirurgo.

    • Farmaci: Vengono usati se la chirurgia non è curativa o non è possibile, o come terapia ponte.
      Analoghi della somatostatina (SSA): Bloccano la produzione di GH (es. octreotide, lanreotide). Somministrati per via iniettiva.
      Antagonisti del recettore del GH: Bloccano l'azione del GH sui tessuti (es. pegvisomant). Somministrato per via iniettiva.
      Agonisti della dopamina: Possono essere efficaci in alcuni casi di tumori che co-secernono prolattina o in adenomi piccoli (es. cabergolina, bromocriptina). Somministrati per via orale.

    • Radioterapia: Può essere considerata in caso di fallimento della chirurgia e della terapia farmacologica, o in tumori residui. I suoi effetti sono lenti e possono manifestarsi a distanza di anni. Le tecniche più moderne come la radioterapia stereotassica riducono il danno ai tessuti circostanti.

    Il monitoraggio a lungo termine è essenziale per valutare l'efficacia del trattamento e gestire le eventuali complicanze.

  • La gestione dell'acromegalia richiede un approccio multidisciplinare che coinvolge diversi specialisti:

    • Endocrinologo: È lo specialista di riferimento per la diagnosi, la gestione della terapia farmacologica e il follow-up a lungo termine dell'acromegalia e delle sue complicanze ormonali e metaboliche.

    • Neurochirurgo: Essenziale per l'asportazione chirurgica dell'adenoma ipofisario.

    • Neuroradiologo: Interpreta le immagini di Risonanza Magnetica dell'ipofisi per la diagnosi e il monitoraggio del tumore.

    • Radioterapista oncologo: Se la radioterapia è necessaria per il controllo del tumore.

    • Oculista: Per la valutazione e il monitoraggio di eventuali problemi visivi causati dalla compressione del tumore.

    • Cardiologo: Per la gestione delle complicanze cardiovascolari (ipertensione, cardiomiopatia).

    • Diabetologo: Per la gestione del diabete mellito o dell'intolleranza al glucosio.

    • Pneumologo: Per la diagnosi e il trattamento delle apnee ostruttive del sonno.

    • Ortopedico/Reumatologo: Per la gestione del dolore articolare e delle complicanze scheletriche.

    • Oncologo: In rari casi di tumori ectopici o se si sospettano altre neoplasie.

    • Psicologo/Psichiatra: Per il supporto psicologico legato all'impatto della malattia sulla qualità della vita e sull'immagine corporea.

  • L'acromegalia richiede un approccio altamente specialistico e multidisciplinare, che coinvolge endocrinologi, neurochirurghi, neuroradiologi e, talvolta, radioterapisti. I centri di riferimento sono solitamente i reparti di Endocrinologia degli ospedali universitari e IRCCS (Istituti di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico) con un'ampia esperienza nella gestione delle patologie ipofisarie.

    Ecco alcuni dei principali centri di riferimento in Italia:

    • Policlinico Universitario Agostino Gemelli IRCCS, Roma: Il Centro di Endocrinologia ha una notevole esperienza nella diagnosi e nel trattamento delle patologie ipofisarie, inclusa l'acromegalia, con approccio multidisciplinare e tecniche chirurgiche all'avanguardia.

    • Ospedale San Raffaele, Milano: Il Dipartimento di Endocrinologia e Malattie Metaboliche è un centro di eccellenza per le patologie ipofisarie e neuroendocrine, con accesso a tutte le opzioni terapeutiche, chirurgiche e farmacologiche.

    • Azienda Ospedaliero Universitaria Pisana (AOUP), Pisa: L'Unità Operativa di Endocrinologia 2, con particolare riferimento all'area delle patologie ipofisarie, è un centro di eccellenza riconosciuto a livello nazionale e internazionale.

    • Policlinico Sant'Orsola-Malpighi, Bologna: La Clinica di Endocrinologia è un riferimento per la diagnosi e il trattamento dell'acromegalia e altre malattie endocrine rare e complesse.

    • Ospedale Niguarda Ca' Granda, Milano: La Struttura Complessa di Endocrinologia e Diabetologia ha esperienza nella gestione dei pazienti con acromegalia, in collaborazione con i neurochirurghi.

    • Ospedale Careggi, Firenze: L'Endocrinologia 1 è un centro di riferimento per le malattie ipofisarie.

    È fondamentale che il paziente sia seguito da un team esperto in una struttura di questo tipo per garantire la migliore gestione possibile della malattia.

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