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Aborto naturale o spontaneo

Patologia

Disclaimer Medico: Le informazioni fornite in questa sezione hanno scopo puramente informativo.

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Cos'è:

L'aborto naturale (o spontaneo) è la perdita involontaria di una gravidanza prima della 20esima settimana. I sintomi comuni includono sanguinamento vaginale, crampi addominali e il passaggio di tessuto. La causa principale è spesso legata a anomalie cromosomiche del feto.

  • L'aborto spontaneo è la complicanza più frequente della gravidanza precoce. Sebbene sia un'esperienza devastante per le coppie, è spesso il modo in cui il corpo gestisce una gravidanza che non si sta sviluppando correttamente. Circa l'80% degli aborti spontanei si verifica nel primo trimestre e la causa più comune (oltre il 50% dei casi) sono le anomalie cromosomiche fetali, il che significa che l'embrione o il feto ha un numero errato di cromosomi o una loro struttura anomala, rendendolo non vitale. Questo non è generalmente dovuto a un difetto dei genitori, ma a un errore casuale che si verifica durante la divisione cellulare subito dopo la fecondazione.

    Esistono diversi tipi di aborto spontaneo, classificati in base ai sintomi e allo stato del processo:

    • Aborto minacciato: Sanguinamento vaginale con o senza lievi crampi, ma la cervice è chiusa e la gravidanza è ancora vitale. In molti casi, la gravidanza può continuare normalmente.

    • Aborto in atto: Sanguinamento e crampi più intensi, la cervice è aperta e il processo di aborto è irreversibile.

    • Aborto incompleto: Parte del tessuto della gravidanza è stato espulso, ma una parte è ancora ritenuta nell'utero.

    • Aborto completo: Tutto il tessuto della gravidanza è stato espulso dall'utero.

    • Aborto ritenuto: Il feto o l'embrione è morto, ma non è stato espulso dall'utero. Potrebbe non esserci sanguinamento o dolore.

    La diagnosi viene confermata tramite visita ginecologica, ecografia transvaginale e dosaggio dell'ormone beta-hCG nel sangue.

  • Sanguinamento vaginale: Può variare da leggere perdite (spotting) a emorragie più abbondanti e persistenti, a volte con coaguli o passaggio di tessuto. Il colore può essere rosso vivo o marrone. Crampi addominali: Dolore simile a quello mestruale, che può variare da lieve a intenso e localizzarsi al basso ventre o alla schiena. Perdita di tessuto: Espulsione di tessuto grigiastro o rosa (prodotto del concepimento) dalla vagina. Scomparsa dei sintomi di gravidanza: Un improvviso calo o la scomparsa di sintomi come nausea, tensione mammaria o affaticamento possono a volte precedere un aborto. Assenza di battito cardiaco fetale: Rilevata all'ecografia, se l'aborto è completo o imminente.
  • Nella maggior parte dei casi, la causa di un aborto spontaneo singolo e isolato è inspiegabile o legata a problemi non evitabili. Le cause più comuni includono:

    • Anomalie cromosomiche fetali: La causa principale, errori casuali nella duplicazione o separazione dei cromosomi nell'embrione/feto. Non sono generalmente ereditate dai genitori.

    • Problemi uterini: Anomalie congenite dell'utero (come setti, utero bicorne), fibromi uterini di grandi dimensioni o polipi, o sinechie (aderenze intrauterini) che possono interferire con l'impianto o la crescita.

    • Problemi ormonali: Condizioni come un ipotiroidismo non controllato, diabete mellito mal gestito, o, in alcuni casi, carenze di progesterone (sebbene questo sia un argomento ancora dibattuto).

    • Problemi immunologici: La sindrome da anticorpi antifosfolipidi (SAPL) è una causa riconosciuta. Altre alterazioni immunitarie sono meno documentate.

    • Infezioni: Alcune infezioni acute o croniche (es. toxoplasmosi, rosolia, citomegalovirus, o infezioni batteriche vaginali) possono occasionalmente causare aborti.

    • Fattori legati allo stile di vita:
      Età materna avanzata:
      Il rischio aumenta significativamente dopo i 35 anni.
      Fumo di sigaretta, consumo di alcol, uso di droghe.
      Obesità grave.
      Esposizione a tossine ambientali.

    • Malattie croniche della madre: Malattie renali gravi, lupus eritematoso sistemico non controllato, ipertensione non gestita.

    • Problemi al collo dell'utero (incompetenza cervicale): La cervice si apre prematuramente, spesso nel secondo trimestre.

    • Traumi severi o lesioni addominali.

  • La prevenzione di un aborto spontaneo, specialmente se dovuto ad anomalie cromosomiche casuali, non è sempre possibile. Tuttavia, si possono adottare alcune misure per ridurre i fattori di rischio:

    • Preparazione alla gravidanza:
      Mantenere un peso sano:
      L'obesità è un fattore di rischio.
      Evitare fumo, alcol e droghe: Prima e durante la gravidanza.
      Assumere acido folico: Almeno un mese prima del concepimento e nel primo trimestre, per prevenire difetti del tubo neurale.
      Gestire le condizioni mediche preesistenti: Controllare diabete, ipertensione, malattie della tiroide prima di concepire.
      Cure mediche regolari: Effettuare controlli preconcezionali e iniziare precocemente le visite prenatali.

    • Evitare esposizioni a rischi:
      Limitare l'esposizione a sostanze chimiche tossiche e radiazioni.
      Evitare alcuni tipi di pesce crudo o carne poco cotta per prevenire infezioni.

    • Per aborti ricorrenti: Se una donna ha avuto aborti spontanei multipli, si indagano le cause specifiche (come quelle elencate nella sezione "Cause dell'abortività ricorrente") per tentare un trattamento mirato.

  • Il trattamento dell'aborto spontaneo dipende dal tipo di aborto, dallo stato di salute della donna e dalle sue preferenze. L'obiettivo è prevenire emorragie e infezioni.

    • Gestione dell'aborto minacciato:
      Riposo (relativo).
      Evitare rapporti sessuali.
      Monitoraggio medico. Spesso, non è richiesto alcun trattamento specifico se non l'attesa.

    • Gestione dell'aborto in atto, incompleto o ritenuto:
      Attesa vigile:
      Se la donna è stabile e il sanguinamento non è eccessivo, si può attendere l'espulsione spontanea del tessuto. Questo approccio è spesso preferito se clinicamente appropriato.
      Gestione farmacologica: Vengono somministrati farmaci (ad esempio, misoprostolo) per via orale o vaginale per indurre le contrazioni uterine e favorire l'espulsione del tessuto.
      Gestione chirurgica: Se l'espulsione non avviene spontaneamente o con farmaci, o in caso di sanguinamento abbondante o segni di infezione, si può ricorrere a:
      Revisione della cavità uterina (raschiamento o isterosuzione): Una procedura in cui il chirurgo rimuove il tessuto rimanente dall'utero.

    • Supporto psicologico: Indipendentemente dal tipo di gestione, il supporto emotivo è cruciale, dato l'impatto psicologico dell'aborto.

    • Controllo del fattore Rh: Se la donna ha un gruppo sanguigno Rh negativo, le verrà somministrata un'immunoglobulina anti-D per prevenire la sensibilizzazione Rh, che potrebbe causare problemi in gravidanze future.

  • Nel caso di un aborto spontaneo, le figure professionali coinvolte possono essere:

    • Medico di Medicina Generale: Per il primo contatto e l'eventuale invio a uno specialista.

    • Ginecologo/Ostetrica: Sono i professionisti chiave per la diagnosi, la gestione clinica e il follow-up dell'aborto.

    • Ecografista: Per confermare la diagnosi e monitorare la situazione ecograficamente.

    • Anestesista: Se è necessaria una procedura chirurgica.

    • Patologo: Per l'analisi istologica dei tessuti espulsi (se del caso).

    • Psicologo/Psicoterapeuta: Fondamentale per offrire supporto emotivo e accompagnare la donna e la coppia nel processo di elaborazione del lutto.

    • Biotecnologo/Genetista: In caso di aborti ricorrenti, per l'analisi genetica sui genitori o sui tessuti fetali.

    • Ematologo/Endocrinologo/Immunologo: Se vengono identificate cause specifiche come trombofilie o disturbi endocrini/immunitari.

  • Migliori Centri Medici in Italia per la Gestione dell'Aborto Naturale La gestione dell'aborto naturale è una pratica diffusa in quasi tutti i reparti di Ginecologia e Ostetricia degli ospedali italiani. Tuttavia, per i casi più complessi, per la gestione delle complicanze, o per avviare le indagini in caso di abortività ricorrente (che spesso si manifesta con aborti naturali), i centri di riferimento sono gli stessi menzionati per la poliabortività, in quanto offrono un approccio diagnostico e terapeutico completo: Policlinico Gemelli (Roma) Ospedale San Raffaele (Milano) Ospedale Maggiore Policlinico Mangiagalli e Regina Elena (Milano) Azienda Ospedaliera Universitaria Careggi (Firenze) Policlinico Universitario di Padova Ospedale Sant'Anna (Torino) Ospedale Cervello (Palermo) - Centro di riferimento per le gravidanze a rischio e complicanze. Ospedale Policlinico di Bari In generale, qualsiasi reparto di Ginecologia e Ostetricia di un ospedale pubblico o accreditato è attrezzato per la gestione dell'aborto spontaneo acuto. Per l'indagine delle cause e la prevenzione di futuri aborti, soprattutto se si rientra nel quadro dell'abortività ricorrente, è consigliabile rivolgersi a centri che abbiano un team multidisciplinare specializzato in patologia della riproduzione e gravidanze a rischio.

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